Venerdì, 25 settembre 2026 07:15:34
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𝐈 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢 𝐦𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐈𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐚 𝟐𝟑𝟒 𝐚 𝟏𝟑𝟐, 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝟒𝟑,𝟔%.
La CISL Sardegna chiede di rivedere i criteri e introdurre misure di salvaguardia per garantire 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢, 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐬𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 nei territori più fragili.
«Altitudine e pendenza non bastano a rappresentare le condizioni delle nostre comunità. Devono pesare anche l’insularità, la distanza da scuole e ospedali, le difficoltà dei collegamenti e la fragilità demografica».
Il sindacato sollecita un intervento del Governo e del Parlamento e un confronto a livello regionale
𝐂𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚, 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨, 𝐬𝐚𝐥𝐚𝐫𝐢, 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐞𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞.
È questo il filo che ha attraversato oggi a Roma il 𝐂𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐄𝐬𝐞𝐜𝐮𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐂𝐨𝐧𝐟𝐞𝐝𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐈𝐒𝐋.
Nella relazione della Segretaria Generale 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐚 𝐅𝐮𝐦𝐚𝐫𝐨𝐥𝐚 è emersa una questione di fondo: in una fase segnata da instabilità internazionale, trasformazioni economiche e sociali e profondi cambiamenti nel mondo del lavoro, 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐫𝐢𝐧𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐞𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐧𝐳𝐞. 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞.
Il 𝐋𝐢𝐛𝐫𝐨 𝐕𝐞𝐫𝐝𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐏𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, con oltre 𝟏𝟐𝟎 proposte, nasce proprio da questa esigenza: 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐚𝐥𝐚𝐫𝐢 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞𝐝 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚, 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢, 𝐰𝐞𝐥𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚. L’obiettivo è costruire un confronto concreto per un Patto per il lavoro, la coesione e la crescita. Una prospettiva che il Comitato Esecutivo ha fatto propria, approvando all’unanimità il documento finale.
Nel dibattito, il Segretario Generale della CISL Sardegna 𝐏𝐢𝐞𝐫 𝐋𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐋𝐞𝐝𝐝𝐚 ha riportato al centro alcune delle questioni decisive per l’Isola: il dopo PNRR, la distribuzione del valore, le competenze, la politica industriale e l’attrattività dei territori.
Temi che si intrecciano con il lavoro che stiamo portando avanti in Sardegna attraverso il rapporto “𝐒𝐚𝐫𝐝𝐞𝐠𝐧𝐚, 𝐢𝐥 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨”.
Perché la sfida non è soltanto creare più occupazione. È creare lavoro che valga di più: più stabile, più qualificato, meglio retribuito e capace di produrre valore. Per la Sardegna significa anche dare una prospettiva ai grandi territori industriali, dal Sulcis a Porto Torres e Macchiareddu, e creare le condizioni perché i giovani possano scegliere di restare, lavorare e costruire qui il proprio futuro
Oggi su 𝐋’𝐔𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐚 l’intervento di 𝐏𝐢𝐞𝐫 𝐋𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐋𝐞𝐝𝐝𝐚, segretario generale 𝐂𝐈𝐒𝐋 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐞𝐠𝐧𝐚, dal titolo “𝐀𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚 𝐯𝐮𝐨𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀”.
La Sardegna è tornata a discutere del proprio ruolo istituzionale, del rapporto con lo Stato e delle prospettive dell’autonomia. Ma 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐫𝐨𝐠𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐬𝐮 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐥𝐢 𝐢𝐧 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢.
Per la CISL, 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, avvicinare le responsabilità ai luoghi in cui le persone vivono e lavorano e costruire una programmazione capace di guardare alle specificità sociali ed economiche dell’Isola.
𝐔𝐧’𝐚𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐦𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐞, 𝐦𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐞, nella programmazione e nella capacità di affrontare le sfide che riguardano la Sardegna.
𝐀𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧’𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀: trasporti, energia, competitività, servizi e coesione territoriale sono temi sui quali la Sardegna deve poter far valere una propria visione
Speciale congresso CISL Sarda
La folta presenza della delegazione sarda al Congresso Confederale della CISL, che si è tenuto a Roma dal 16 al 19 luglio scorsi, non è stata un gesto formale. È stata una scelta che pesa, un segnale politico forte: la Sardegna vuole contare e lo vuole fare partendo dal lavoro, vero perno di ogni idea di sviluppo.

Il percorso congressuale, in Sardegna come in tutta la CISL, non è stato un rito da consumare. È stato un cammino autentico, fatto di assemblee, confronti, ascolto. Radicato nei territori e nelle categorie, ha riportato al centro i problemi reali delle persone. Da qui nasce un messaggio netto: servono scelte coraggiose, concrete, urgenti. Non possiamo più vivere di attese e rinvii.

La relazione della segretaria generale Daniela Fumarola ha raccolto e amplificato questo bisogno. Un intervento lucido e denso, che ha saputo unire visione e concretezza, offrendo una bussola per il futuro. Tra i passaggi più forti, la richiesta di una nuova strategia per il Mezzogiorno: non più area da assistere, ma motore di sviluppo nazionale. Il richiamo al Piano Mattei come occasione per riequilibrare crescita e responsabilità, e l’idea di una Zona Economica Speciale che sia strumento reale di attrazione di investimenti e creazione di lavoro, parlano direttamente anche alla Sardegna.

Al Congresso abbiamo portato con forza la voce della Sardegna. Un’isola che non si accontenta dei numeri, ma pretende qualità e dignità. È per questo che il primo nodo resta il lavoro. I dati sull’occupazione mostrano segnali positivi, ma non basta contare i posti creati: dobbiamo chiederci se siano stabili, ben retribuiti, capaci di offrire prospettive ai giovani. Senza una politica industriale moderna, che investa in innovazione, sostenibilità e nelle vere vocazioni produttive locali, rischiamo di costruire sabbia invece che fondamenta.

Le vertenze industriali del Sulcis e di Porto Torres – Portovesme, Sider Alloys, Eurallumina, Matrica – non sono semplici questioni territoriali: sono partite strategiche per l’intero Paese. La produzione di metalli e la chimica verde sono pilastri della transizione ecologica e della coesione nazionale. Accanto a queste sfide, un’opportunità storica: l’Einstein Telescope a Lula, grande infrastruttura scientifica europea che può trasformare l’interno dell’isola in un hub internazionale della ricerca e generare occupazione qualificata.

Secondo nodo: la transizione energetica. La Sardegna è a un bivio. Può subire il cambiamento o governarlo. Ma oggi è ancora l’unica regione italiana senza metano, un ritardo che gonfia i costi per famiglie e imprese e rischia di trasformare la decarbonizzazione in una nuova disuguaglianza. Colmare questo divario non è una concessione: è una priorità nazionale.

Terzo nodo: le infrastrutture. Mobilità, reti digitali, trasporti, acqua, sanità: la Sardegna paga ritardi strutturali che frenano sviluppo e diritti. Nuoro è ancora l’unico capoluogo d’Italia senza collegamento ferroviario; nessuna merce viaggia su ferro. L’insularità, oggi principio costituzionale, deve diventare progetto, investimenti, cantieri.

Da qui la proposta della CISL Sardegna: un “Patto per lo Sviluppo e il Lavoro” che unisca istituzioni, parti sociali e comunità in una responsabilità condivisa. La recente Legge 76 sulla partecipazione apre una stagione nuova: portare la democrazia economica dentro le imprese significa rendere il lavoro più giusto e più forte.

Sul fondo, un valore che attraversa tutto: la pace. In un mondo lacerato da guerre e fratture sociali, la CISL ricorda che non c’è pace senza giustizia, e non c’è giustizia dove il lavoro è sfruttato o dimenticato.

La Sardegna non chiede privilegi. Rivendica il diritto di contribuire di più e meglio al futuro dell’Italia. È questo il messaggio del Congresso di Roma: un invito a scegliere, a costruire, a non rinviare. Perché il lavoro non aspetta. E nemmeno il futuro.

Pier Luigi Ledda
Segretario Generale CISL Sardegna
Comunicati stampa
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Notizie Cagliari
La CISL di Cagliari guarda con preoccupazione alla situazione che si sta determinando nella ASL 8, in una fase già complessa per il sistema sanitario del territorio.
La possibile assenza di una guida stabile, insieme alla scadenza di diversi incarichi dirigenziali nei reparti ospedalieri – oggi in larga parte affidati a direttori “facenti funzioni” – rende necessario un intervento rapido e responsabile per garantire continuità gestionale e piena operatività.

La ASL 8 rappresenta il principale bacino sanitario della Sardegna per numero di abitanti serviti e per volume di mobilità attiva. Per questa ragione è fondamentale assicurare stabilità e chiarezza nelle responsabilità apicali, elemento indispensabile per migliorare l’organizzazione dei servizi, ridurre le criticità e sostenere il lavoro degli operatori sanitari.

Nel Protocollo sulla sanità del 4 agosto 2025 sono stati assunti impegni precisi sul rafforzamento della governance, sul superamento delle situazioni di provvisorietà e sulla necessità di garantire una direzione aziendale pienamente legittimata e stabile. È in questo quadro che si colloca la posizione della CISL.
«Non è il momento delle incertezze – dichiara Giuseppe Atzori, Segretario generale CISL Cagliari –. La ASL 8 è un presidio strategico per tutta l’area vasta e per l’intera Sardegna. Servono scelte rapide e coerenti con gli impegni assunti il 4 agosto 2025. Stabilità nella governance e chiarezza nelle responsabilità sono condizioni indispensabili per affrontare le criticità esistenti e per dare risposte concrete a cittadini e operatori sanitari. La CISL è pronta al confronto, ma è necessario imprimere una accelerazione alle decisioni».
Occorre procedere in tempi brevi alla definizione delle nomine dei vertici aziendali e alla stabilizzazione degli incarichi dirigenziali in scadenza, dando attuazione concreta agli impegni sottoscritti.

La CISL ribadisce la propria disponibilità a un confronto serio e costruttivo, nella convinzione che stabilità organizzativa e responsabilità gestionale siano elementi fondamentali per rafforzare il sistema sanitario territoriale e tutelare pienamente il diritto alla salute.
Il 16 Dicembre presso il Salone Sechi di via Ancona 11 a Cagliari, si è svolto il Consiglio Direttivo dell’ANOLF Cagliari, alla presenza della Presidente Nazionale ANOLF MARIA ILENA ROCHA, del Segretario
Generale della Ust-Cisl di Cagliari GIUSEPPE ATZORI e dell’Ex Presidente uscente dell’ANOLF Cagliari ABDOU NDIAYE. Nel suo intervento, il presidente uscente Ndiaye ha sottolineato la centralità della persona e l’impegno sociale che caratterizzano la missione dell’Anolf, in linea con i valori della Cisl e del suo fondatore Giulio Pastore. Ndiaye ha citato Papa Francesco, evidenziando come la promozione dell’alterità sia una ricchezza e non un ostacolo, e ribadendo l’importanza dell’accoglienza dei fragili, del dialogo interreligioso, dell’uguaglianza di genere e della lotta contro l’esclusione sociale. L’obiettivo è superare chiusure e ipocrisie per costruire una fraternità inclusiva.
A seguire il Segretario Generale della UST di Cagliari Giuseppe Atzori ha ringraziato il Presidente uscente per l’impegno e la dedizione ed ha speso altrettante parole di stima e riconoscenza per l’operato del vicepresidente uscente ex Segretario Confederale Ust Cagliari Ignazio Usai; ha confermato l’impegno della UST di Cagliari a sostenere l’Anolf e tutte le sue iniziative nel pieno spirito dei valori cislini di Giulio Pastore. . Il Comitato direttivo ha poi proceduto con la nomina della nuova composizione dell’ANOLF Cagliari, che vede la partecipazione di membri della comunità di immigrati della Città Metropolitana di Cagliari, delle Federazioni di categoria e della Ust di Cagliari. È stata confermata all’unanimità la presidenza di Abdou Ndiaye, affiancato dal Vicepresidente Gianmichele Uda (Ust Cisl Cagliari), e dai consiglieri Alymbekova Alina, Emanuele Incani (FAI), Assunta Serra (FLAEI), Riccardo Mossa (FILCA), Omar Marras (Fistel), Donato Ortu (FP Cagliari, Makar Mariya, Serigne Ndiaye, Cheikouma Ndiaye noto Bamba, Magdy Hoster.

Durante il dibattito, i Consiglieri e il Vicepresidente hanno ribadito la vicinanza ai valori fondanti dell’Anolf, sottolineando il ruolo cruciale dell’immigrazione come sfida sociale e culturale. L’obiettivo condiviso è creare una rete di integrazione basata sul rispetto e sull’inclusione, con un lavoro culturale imprescindibile per la società contemporanea. La Presidente Nazionale Maria Ilena Rocha ha concluso i lavori ringraziando la UST di Cagliari e il Segretario Generale Giuseppe Atzori per il supporto e la collaborazione, ricordando le radici storiche dell’Anolf in Sardegna dal 1989. Ha augurato buon lavoro ai membri uscenti e neoletti, ribadendo il principio dell’opportunità per tutti, indipendentemente da credo religioso, etnia o provenienza nazionale. In un quadro di piena collaborazione con la Cisl Nazionale e le strutture internazionali Anolf, la Presidente ha sottolineato il valore delle persone e delle sensibilità che contribuiscono al successo dell’associazione nei diversi territori.
Verrà inaugurata domani, venerdì 27 giugno, alle 10.30, la nuova sede della FSM e della FILCA Cisl a Sarroch, in via Petrarca 10. Le due sigle sindacali, che rappresentano i lavoratori metalmeccanici e gli edili, hanno deciso di unire le forze per offrire servizi e supporto a settori che presentano molti aspetti comuni.

Nei nuovi locali gli iscritti troveranno assistenza contrattuale, l’ufficio vertenze e assistenza legale, il controllo buste paga, malattia e infortunio, il conteggio del trattamento di fine rapporto (TFR), la compilazione pratiche per la Casse Edili, la gestione pratiche Fondi Previdenza, Fondo Sanitario, Naspi / Assegno Unico / Dimissioni.

Per il taglio del nastro, venerdì 27, ci saranno il segretario generale nazionale di FIM Cisl, Ferdinando Uliano, i segretari generali di SM e FILCA, Marco Angioni e Marco Ambu, il segretario generale della Cisl di Cagliari, Giuseppe Atzori, il sindaco di Sarroch, Angelo Dessì.

“Non è casuale la scelta di Sarroch – sottolinea Marco Angioni -, tra Saras e Sarlux gravitano in questo territorio circa 1200 lavoratori diretti: considerando le manutenzioni straordinarie e gli appalti, arriviamo ad oltre 3200 persone. Questo è sicuramente il polo industriale più importante della Sardegna ed è qui che è giusto che il sindacato metalmeccanico sia quotidianamente a disposizione dei nostri iscritti”.

Punta sul concetto di “sindacato di prossimità” anche il segretario FILCA, Marco Ambu: “è importante proseguire nell’azione di assistenza sul territorio ai lavoratori e alle loro famiglie, puntando alle aree meno centrali e tenendo conto delle specificità locali. Nasce da questa missione anche il ‘Progetto Sarroch’, insieme alla FSM: qui c’è una importante presenza di lavoratori edili impegnati nel comparto industriale e imprese strutturate che operano da decenni nel sito Saras. Numeri importanti si registrano anche nel settore delle costruzioni civili e dell’alberghiero di grandi e medie dimensioni – aggiunge Ambu -, con una qualificata presenza di maestranze e imprese artigiane che garantiscono lavoro a centinaia di persone”.
Notizie nel Sulcis
La Cisl del Sulcis Iglesiente accoglie con favore e forti aspettative il ritorno della Provincia, in attesa del superamento della legge Delrio: per il segretario generale Antonello Saba “è un’occasione strategica e concreta per favorire il rilancio del territorio”.

Le elezioni di secondo livello, prosegue Saba, “sono un’opportunità unica che sindaci e consiglieri comunali non possono mancare. Per il Sulcis Iglesiente è importante avere un’amministrazione provinciale che conosca e interpreti a fondo le specifiche esigenze del territorio e delle singole comunità”.

La Cisl pone l’accento sulla necessità che la nuova Provincia non si limiti a essere un mero ente burocratico, “ma diventi un punto di riferimento per lo sviluppo economico e sociale, accorciando le distanze tra Istituzione, cittadini e comunità. Tra le priorità del prossimo consiglio provinciale – elenca il segretario generale – devono esserci, oltre alle competenze previste, la gestione delle vertenze industriali, la transizione ecologica, la riqualificazione dei siti dismessi, un piano di sviluppo del turismo sostenibile che valorizzi il patrimonio culturale e naturale del Sulcis Iglesiente e un sistema di servizi di trasporto ferroviario, portuale e viario efficiente, competitivo ed interconnesso. Rafforzare il sistema delle infrastrutture e le precondizioni strutturali per lo sviluppo è un elemento essenziale per costruire un futuro credibile e concreto, che sia antidoto e argine allo spopolamento e al disagio sociale che colpisce il territorio. È fondamentale – conclude Saba – che le decisioni vengano prese in un’ottica di concertazione con le forze sociali e produttive del territorio, per garantire una crescita inclusiva, diversificata e complementare che non lasci indietro nessuno”.

La Cisl avanzerà nei prossimi giorni una lettera aperta a tutte le amministrazioni, per un un nuovo modello di sviluppo territoriale, ripartendo dal “Piano Sulcis” e superando le consolidate diseconomie e carenze infrastrutturali.
Con la presidenza del Segretario generale della CISL Sarda Pier Luigi Ledda, inizia a Carbonia presso il Lu Hotel , il XII Congresso Cisl del Sulcis Iglesiente.

La relazione di Antonello Saba, Segretario Generale della Ust introduce i lavori che porteranno al dibattito. Un Congresso di significato profondo con proposte partecipate e inclusive. Un territorio che non si lamenta ma che vuole superare le crisi di settore e la crisi socio economica.
Un Sulcis determinato che vuole rigenerare trame e tessuto sociale, con idee percorribili e innovative.
L’intervento del Segretario generale della CISL sarda Pier Luigi Ledda nel corso dell’incontro con i Ministri URSO e CALDERONE presso lo stabilimento della Portovesme srl nel Sulcis. Una richiesta chiara e determinata della CISL sarda per intervenire subito sia sull’emergenza, a seguito della decisione grave di Glencore, che sulla prospettiva per dare al territorio e all’Isola una dimensione industriale adeguata, legata allo sviluppo e al lavoro.
Il Congresso della Cisl Medio Campidano si svolge oggi a Sardara, com lo slogan “Vivere Il Territorio – Nuove tessiture per costruire percorsi di futuro, sviluppo, rigenerazione”.
Parole chiare che testimoniano un percorso ideale e pragmatico, per un territorio che ci crede e vuole rigenerare opportunità e futuro, per le persone e le piccole comunità del Medio Campidano.
Tenuta dei servizi, politiche sociali e sanitarie, infrastrutture, sono le precondizioni di un nuovo tessuto sociale, che deve tenere insieme le persone e le comunità.
Loredana Zuddas Segretaria Generale della UST introdurrà i lavori.
Atteso per la mattinata l’intervento di Pier Luigi Ledda, prima delle conclusioni di Giorgio Graziani, Segretario Confederale CISL.
Anche dal Medio Campidano giungeranno importanti fili, di futuro e cambiamento, da unire alle Trame del Futuro, il Congresso della Cisl sarda.

La relazione di Loredana Zuddas introduce i lavori del Congresso della CISL Medio Campidano oggi a Sardara. Assieme ai temi generali, dello sviluppo e della giustizia sociale, della tenuta dei servizi, di una sanità in affanno, emerge un’ambizione positiva, di “vivere il territorio” restare, scommettere sui luoghi che, da radici diventano ali, per esprimersi, la “restanza” per contrastare lo spopolamento e la crisi demografica, con politiche attive e partecipate.
Questo è il contributo avanzato che la relazione della CISL del Medio Campidano genera per la sintesi regionale della CISL sarda. Le trame del futuro si arricchiscono di nuovi fili, peculiarità e visione pragmatica.
‘RIABITARE IL TERRITORIO’, VENERDI LA CISL PRESENTA LE SUE PROPOSTE SULLO SPOPOLAMENTO IN UN CONVEGNO A SIDDI. PRESENTI LA PRESIDENTE TODDE, AMMINISTRATORI COMUNALI, PARLAMENTARI E CONSIGLIERI DEL TERRITORIO
‘Riabitare il territorio per contrastare le periferie esistenziali: idee, proposte, opportunità’: se ne parla venerdì 13 dicembre, a Siddi, nella sala conferenze dell’ex pastificio Puddu (via Roma), in un convegno promosso dalla Cisl del Medio Campidano per presentare le proposte del sindacato. Ai lavori, che saranno aperti dalla segretaria territoriale Loredana Zuddas, e moderati dal giornalista de L’Unione Sarda Giuseppe Deiana, interverranno la presidente della Regione, Alessandra Todde e Francesco Monaco, della Fondazione IFEL Anci per la Finanza Locale. Seguirà una tavola rotonda con il sindaco di Siddi, Marco Pisanu, l’assessore regionale degli Enti Locali, Francesco Spanedda, la presidente di Anci Sardegna, Daniela Falconi, il deputato Gianni Lampis, i consiglieri regionali Gigi Piano, Emanuele Matta e Alberto Urpi, l’amministratore straordinario della Provincia del Medio Campidano, Roberto Cadeddu, Emanuele Lilliu della Fondazione Barumini, Gilberto Marras direttore di Confcooperative, don Marco Statzu della Pastorale sociale e del Lavoro della Diocesi di Ales. Le conclusioni sono affidate al segretario generale della Cisl, Pier Luigi Ledda. “Il fenomeno dello spopolamento e della denatalità – spiega la segretaria dell’Ust, Loredana Zuddas – hanno finito per spostare l’attenzione verso i temi della convivenza e del come costruire nuove relazioni in quelle aree sempre più caratterizzate da abbandono, disagio e dove il futuro fa un pò paura. Parliamo dei luoghi e delle comunità dove lo Stato ha da tempo realizzato un drastico arretramento della sua presenza e dove i servizi essenziali come scuola, sanità, mobilità e trasporti, banche, i luoghi di svago e di cultura, sono di difficile accesso se non addirittura scomparsi e dove il disagio è sempre più forte. In questi luoghi si producono cibi di qualità, fonti di energia rinnovabili, dove ritroviamo bellezze naturali e paesaggistiche incomparabili che offrono ossigeno, acqua, silenzio. Li chiamano anche paesaggi culturali e il Medio Campidano è orgogliosamente uno di questi luoghi. Un’area interna – prosegue la segretaria Cisl – che è da tempo oggetto di un declino demografico, sociale ed economico, che richiede l’assunzione urgente di azioni che invertano la tendenza. E dove, nonostante tutte queste criticità e complesse problematiche, la voglia di riscatto, di cambiamento, di rinascita della gente che ci abita, è forte e va coltivata, attenzionata e sostenuta”.
La Segreteria Regionale della CISL Sarda al Consiglio Generale della CISL Medio Campidano, tenutosi ad Ussaramanna, presso il Montegranatico. Proposte e riflessioni importanti che nascono dal territorio, per costruire assieme la proposta e l’azione della CISL Sarda, tenuta dei servizi a partire da quelli sanitari e socio sanitari, valorizzazione delle specificità in chiave di sviluppo concreto in tutti i settori, per una rinascita partecipata.
Notizie Nuoro
“Direzione Futuro” è lo slogan concreto e partecipativo che identifica il Congresso della CISL Nuorse, una struttura della CISL sarda in crescita.

Dopo Sassari e l’Ogliastra, prosegue il percorso dei Congressi confederali territoriali della CISL sarda, con lo sguardo al 28-29 Aprile, data in cui si svolgerà il Congresso Regionale a Cagliari
Anche la CISL di Nuoro consegnerà le sue specificità, proposte e riflessioni, che contribuiranno a costruire la linea e l’agire della CISL sarda.
Un territorio quello di Nuoro che ha forti aspettative dal tema dell’Einstein Telescope, con i veri risvolti di sviluppo innovazione e crescita complessiva, per il territorio e per la Sardegna.
Una CISL che ha idee chiare di sviluppo e rinascita, puntando a settori ben precisi e al valore della persona, iniziando dalle infrastrutture sociali e materiali e puntanti al valore delle risorse naturali.
Un sindacato radicato e di prossimità sceglie di stare sul territorio per ascoltare e agire, per rendere viva la partecipazione in una sfida che vuole essere innovativa e inclusiva.
Una volontà di tante comunità che devono trovare sintesi attorno ai grandi temi, la cultura l’istruzione come basi per rigenerare il tessuto sociale e produttivo, partendo dalle persone e dai vecchi e nuovi bisogni, come la sanità e le infrastrutture che sono ancora troppo carenti.
E valorizzare e promuovere l’unicità dei territori dell’Isola, rendendoli attrattivi e inclusivi.
Maria Luisa Ariu, Segretaria Generale della Ust Nuorese introdurrà i lavori, che verranno conclusi, dopo il dibattito, dal Segretario Nazionale Confederale Andrea Cuccello.
Atteso per fine mattinata l’intervento di Pier Luigi Ledda leader della CISL sarda.

Congresso della CISL di Nuoro. La relazione della Segretaria Generale Maria Luisa Ariu focalizza al meglio i contrasti di un territorio che non si piange addosso ma vuole rigenerarsi. Non solo l’ET di Sos Enattos che è sicuramente un driver di futuro per Nuoro e per l’Isola, ma anche una serie di azioni concrete per sviluppo crescita tenuta dei servizi, infrastrutture materiali e immateriali.

Come ha detto Maria Luisa “dobbiamo abbracciare la complessità ed essere concretamente protagonisti, farcela tutti insieme”. Alla fine della relazione per suggellare io movimento di insieme, partecipato e armonioso un piccolo fisarmonicista ha suonato per i suoi coetanei che hanno ballato una “Ballu Tundu”.
L’Intervento di Andrea Cuccello, Segretario Confederale Cisl ha dato un contributo autorevole e di profondità che declina il valore della partecipazione del dialogo sociale con un filo comune tra i vari livelli.

“L’azione della CISL passa dai territori. Partecipazione e responsabilità sono la stella polare dell’agire sindacale che nasce e si rigenera sui territori.

Dobbiamo gestire le transizioni e scommettere sul cambiamento, partendo dalle persone e dai territori, dalle periferie che scommettono sul futuro in termini pragmatici e responsabili.
Andrea Cuccello ha chiuso con una frase di Ezio Tarantelli che sottolineava il senso riformista e anticipatore della CISL rispetto ai cambiamenti.
Presente la Segretaria generale nazionale FEMCA Nora Garofalo e Marco Nappi Segretario Regionale FEMCA col il gruppo dirigente Territoriale, il Segretario generale Usr Sardegna Pier Luigi Ledda e i segretari generali territoriali di Nuoro Maria Luisa Ariu, Sergio Mura di Sassari e Bruno Brandano di OLBIA. Tutta la CISL a sostegno di una grande iniziativa di sviluppo e di futuro concreto per la Sardegna e il Paese.
La Cisl di Nuoro esprime soddisfazione per l’evolversi del percorso verso la realizzazione di una tratta ferroviaria che confidiamo possa questa volta davvero portarci ad uscire almeno in parte dall’isolamento che in troppi si erano ormai abituati a tollerare come normale.
La recente presentazione al Ministero dei trasporti del piano di prefattibilità da parte di RFI analizza concretamente le possibilità di realizzazione di un collegamento che riteniamo debba innanzitutto avere la caratteristica di contrarsi entro il tempo di mezz’ora, così da renderlo obiettivamente competitivo rispetto ad altre forme di mobilità oggi necessariamente utilizzate in uscita e in ingresso verso il nostro territorio provinciale.
Che il piano sia stato presentato in piena campagna elettorale regionale risulta comunque utile anche per valutare l’interesse dei candidati nei confronti di una infrastruttura che riteniamo fondamentale e imprescindibile per lo sviluppo di questo territorio, ma che alcuni considerano ancora esclusivamente
un costo e non un investimento.

La connessione agli altri capoluoghi dell’Isola e agli scali portuali e aeroportuali non sarebbe vantaggio di poco conto sia durante la fase di realizzazione (si pensi ai cantieri e al movimento lavorativo che si creerebbe) sia considerando i riflessi economici per le famiglie che potranno risparmiare per la mobilità interna che avrebbe, oltretutto, il vantaggio collettivo di un ridotto impatto ambientale nell’ottica dell’auspicata svolta green anche in ambito trasporti.
Dalla scorsa estate assistiamo al compiersi di una serie di azioni non più fumose o futuribili, ma molto concrete, come mai prima. Queste sono state sollecitate dalla determinazione in particolare di alcuni attori istituzionali e sociali del territorio, ma che finalmente hanno trovato ascolto attento in chi oggi ha iniziato a progettare e finanziare questa fondamentale infrastruttura. Queste azioni hanno rianimato la fiducia nel poter garantire alle future generazioni e a quelle attuali che invecchieranno, un servizio fondamentale per favorire la permanenza in questo territorio, la mobilità e l’economia locali, ma anche per prepararsi allo sviluppo in prospettiva della realizzazione dell’Einstein Telescope a Sos Enattos.

Senza poter entrare nel merito degli aspetti di fattibilità presentati al tavolo tecnico e a noi non noti, ma che parrebbero attualmente propendere per il nuovo percorso Nuoro-Abbasanta, innanzitutto per la maggiore adesione agli attuali standard di sicurezza ma anche per la maggiore velocità raggiungibile su tratti meno difficili da tracciare linearmente, consideriamo che l’intera provincia potrebbe trarre vantaggio dallo sviluppo ferroviario su quella tratta, poiché estenderebbe l’accessibilità alla strada ferrata anche alla zona industriale di Ottana e ai cittadini provenienti dalle zone montane che potrebbero confluire su quella zona. Ovviamente questa infrastruttura dovrebbe essere complementare all’attuale linea Nuoro-Macomer, che dovrà essere migliorata anch’essa in termini di sicurezza e fruibilità così curando di non danneggiare i residenti e le attività economiche della zona del Marghine, pure ripristinando la movimentazione ferroviaria delle merci, oggi abbandonata. Certamente la rapidità nella scelta e nel concreto avvio dell’infrastruttura che sarà individuata come migliore non risulta ininfluente, quindi attendiamo fiduciosi che il cammino prosegua spedito anche dopo il periodo elettorale perché questa provincia ha già perso troppi treni e non può permettere ulteriori rallentamenti alle sue possibilità di sviluppo.
Notizie Ogliastra
Ogni scuola che chiude non è una semplice razionalizzazione amministrativa, ma una ferita aperta nel tessuto sociale ed economico dei piccoli comuni dell’Ogliastra. È questo il grido d’allarme che la CISL lancia attraverso una vera e propria “cartografia delle disuguaglianze”, un’analisi puntuale che sovrappone il progressivo arretramento dei servizi pubblici e della Pubblica Amministrazione con la mappa dello spopolamento demografico e del calo dei livelli di istruzione. Negli ultimi anni, i centri interni e periferici dell’Ogliastra hanno assistito alla chiusura sistematica di plessi scolastici, uffici postali, presidi sanitari territoriali e sportelli pubblici. I tempi e i costi di percorrenza per raggiungere una scuola secondaria o un servizio essenziale sono diventati insostenibili per molte famiglie, penalizzando in modo diretto il diritto allo studio e spingendo la popolazione giovanile ad abbandonare il territorio. “Esiste un legame causale diretto e innegabile tra il taglio dei servizi e lo spopolamento che a parole tutti dicono di voler combattere”, dichiara il segretario Michele Muggianu. “Si dice di voler fermare l’esodo dei giovani, ma senza scuole nei paesi, senza infrastrutture di collegamento efficaci e senza servizi digitali e fisici, si costringono le famiglie a spostarsi. Quando chiude una classe, si spegne la speranza di futuro di un’intera comunità.” Per questa ragione, la CISL rivolge un accorato e urgente appello alla Regione Sardegna e a tutte le istituzioni competenti, chiedendo con forza un cambio di rotta radicale attraverso politiche dedicate alle aree interne e montane. Le richieste prioritarie della CISL si articolano su tre direttrici fondamentali: 1. Investimenti sulle Infrastrutture Materiali e Immateriali: Messa in sicurezza e potenziamento della viabilità interna per ridurre i tempi di isolamento, rafforzamento del trasporto pubblico scolastico e completamento della copertura della banda ultra-larga per garantire la piena cittadinanza digitale. 2. Deroga ai parametri standard sui servizi essenziali: Richiesta alla Regione di superare i vincoli nazionali sul numero minimo di alunni per autonomia scolastica e la presenza di presidi sanitari di prossimità nelle aree periferiche e insulari. 3. Lavoro di qualità e valorizzazione dei giovani: Creazione di incentivi fiscali per le micro-imprese locali, promozione di hub per lo smart working e politiche attive volte a trattenere i giovani qualificati, offrendo loro occupazione stabile e prospettive reali di crescita in patria. “I nostri giovani migliori non devono essere costretti all’emigrazione forzata per poter studiare o lavorare con dignità. Serve un Patto forte per l’Ogliastra che rimetta al centro la persona e i diritti essenziali. Senza investimenti mirati, l’arretramento della Pubblica Amministrazione trasformerà la nostra terra in un deserto di servizi e di persone. È tempo di risposte concrete.”
All’indomani della presentazione della “Cartografia delle disuguaglianze” — la mappa che ha messo a nudo l’impatto drammatico del progressivo arretramento della Pubblica Amministrazione e della chiusura dei servizi nei piccoli comuni —, la CISL compie un passo fondamentale rilanciando con una proposta strategica e operativa: il Patto per lo Sviluppo Locale dell’Ogliastra.
Un vero e proprio accordo di indirizzo che la CISL intende sottoporre alla Regione Sardegna, alla Provincia, ai Comuni, alle associazioni datoriali, al sistema scolastico dell’isola e del territorio per bloccare la fuga dei giovani, contrastare la desertificazione demografica e rilanciare l’occupazione.
“Lo spopolamento dell’Ogliastra e delle aree interne non è un destino ineluttabile, ma la conseguenza di scelte e ritardi che si possono e si devono invertire”, dichiara Michele Muggianu, segretario della Cisl Ogliastra. “Con il Patto per lo Sviluppo Locale vogliamo dimostrare che esistono soluzioni concrete e immediatamente cantierabili. Servono visione d’insieme, coordinamento tra le forze vive del territorio e un uso intelligente e trasparente delle risorse pubbliche ed europee.”
Il Patto per lo Sviluppo Locale dell’Ogliastra si articola su 5 Assi Strategici prioritari:
1. Governance e Programmazione Integrata: Istituzione del Tavolo Permanente dell’Ogliastra per una regia unica e partecipata dei fondi comunitari FSE+ e FESR, nazionali e regionali affiancata da una Clausola di Trasparenza per monitorare i tempi di realizzazione e l’effettivo impatto occupazionale delle opere pubbliche.
2. Occupazione Giovanile e Formazione: Un Patto per le Competenze tra centri per l’impiego, scuole superiori, ITS e aziende territoriali, accompagnato dallo “Sportello Ritorno/Trattenimento Giovani”, che offra agevolazioni sull’alloggio e sui servizi all’infanzia per incentivare i giovani professionisti, tecnici e lavoratori a restare o rientrare nel territorio.
3. Comunità Energetiche e Filiera Locale: Promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nei distretti artigianali, industriali e nei borghi sotto i 5.000 abitanti, per ridurre la bolletta energetica di imprese e famiglie vulnerabili e reinvestire i risparmi nei servizi sociali comunali.
4. Diritto alla Mobilità e Digitalizzazione: Messa in sicurezza e ammodernamento della viabilità secondaria e delle arterie d’accesso (a partire dai collegamenti sulla SS 125 Var), un piano di trasporti integrato e a chiamata per studenti e lavoratori, unitamente al completamento della copertura in Banda Ultra-Larga per sconfiggere il digital divide.
5. Welfare di Prossimità e Housing Sociale: Un piano d’area per l’abitare convenzionato rivolto a giovani coppie e lavoratori neo-assunti, unito all’incremento dei posti nido e dei servizi 0-6 anni per conciliare vita e lavoro, sostenendo concretamente l’occupazione femminile.
“Riaprire una prospettiva di futuro per l’Ogliastra significa restituire dignità e servizi essenziali a chi abita queste comunità. Alle Istituzioni e al partenariato economico e sociale chiediamo di lavorare insieme : trattenere i nostri giovani migliori e offrire loro un lavoro sicuro, qualificato e dignitoso è la più grande opera pubblica di cui la nostra terra ha bisogno.”
Con la stagione estiva che si avvia verso la conclusione, è tempo di tracciare le linee guida per il futuro dell’Ogliastra.
Il turismo rappresenta un motore economico fondamentale per il nostro territorio, ma non può e non deve rimanere l’unica gamba su cui poggia l’economia locale. L’Ogliastra ha bisogno di una visione strategica a lungo termine e di impegni concreti già a partire dal prossimo autunno.
Come CISL Ogliastra saremo protagonisti in prima persona in tutti i tavoli di trattativa con le istituzioni regionali e locali.
Al contempo, siamo pronti a mettere in campo una serie di iniziative e mobilitazioni per sollecitare la politica regionale e nazionale a occuparsi con maggiore incisività delle aree periferiche, troppo spesso dimenticate nei processi di sviluppo.
Le priorità per la ripartenza autunnale si snodano su direttrici chiare:

1. Programmazione territoriale e Infrastrutture: Serve un’accelerazione decisa sui progetti di sviluppo locale e sull’ammodernamento delle infrastrutture viarie e di collegamento, indispensabili per rompere l’isolamento geografico del nostro territorio.
2. Sanità e Servizi al Cittadino: È prioritario il potenziamento dei servizi sanitari territoriali e dei presidi ospedalieri, garantendo il diritto alla salute e standard assistenziali adeguati per le nostre comunità.
3. Investimenti Industriali e Nautica: Dobbiamo creare le condizioni ottimali affinché realtà industriali consolidate come Saipem continuino a investire nel nostro territorio. Allo stesso tempo, intendiamo avviare un confronto serrato con i player del settore della nautica, chiedendo loro, nel medio termine, di portare in Ogliastra anche lavorazioni a più alto valore aggiunto per qualificare l’occupazione locale.

Il nostro obiettivo principale rimane il contrasto al declino demografico.
Non possiamo rassegnarci allo spopolamento dei nostri paesi: la prima condizione per invertire la rotta è rilanciare il lavoro e l’economia.
Dobbiamo consentire ai nostri giovani di costruire il proprio futuro qui, nella loro terra, e creare le giuste condizioni economiche e sociali affinché quanti sono stati costretti a emigrare possano trovare l’opportunità di rientrare.

La CISL Ogliastra non farà sconti e richiamerà ciascun attore politico e istituzionale alle proprie responsabilità per restituire dignità e prospettive di crescita al nostro territorio
Notizie Gallura
Gli episodi di cronaca registrati negli ultimi mesi a Olbia e in diversi centri della Gallura richiedono attenzione, ma senza allarmismi e senza semplificazioni. Per la CISL Gallura, il tema della sicurezza deve essere affrontato insieme alle profonde trasformazioni economiche, demografiche e sociali che stanno interessando il territorio.
L’intensificarsi dei controlli e dei presidi, infatti, può tradursi anche in un aumento delle identificazioni e delle denunce, che non indica automaticamente una maggiore insicurezza. Nell’ultimo indice della criminalità elaborato dal Sole 24 Ore sui dati del Ministero dell’Interno, la provincia di Sassari – che comprende ancora il territorio gallurese – si colloca al 65° posto su 106 province, con un lieve miglioramento rispetto alla precedente rilevazione.
«La sicurezza è una priorità, ma non può essere letta separatamente dal modo in cui sta cambiando la Gallura – sottolinea Bruno Brandano, Segretario generale CISL Gallura –. Olbia è il punto in cui queste trasformazioni sono più evidenti: al 1° gennaio 2026 conta 61.739 residenti ed è l’unico tra i grandi centri sardi a continuare a crescere. I cittadini stranieri residenti sono 6.013, pari al 9,74% della popolazione. A questo si aggiungono i grandi flussi turistici, la mobilità e una presenza di persone sul territorio che cresce significativamente durante la stagione».
Per il sindacato, quindi, la questione non può essere ricondotta alla sola sicurezza né alla nazionalità di chi commette i singoli reati. «Dobbiamo chiederci se alla crescita economica, turistica e demografica sia corrisposta una crescita altrettanto forte dei servizi, dei presidi territoriali, delle politiche di integrazione, delle opportunità abitative e della capacità di governare il mercato del lavoro», prosegue Brandano.
Ed è proprio il lavoro a rappresentare uno dei nodi centrali. Secondo l’analisi della CISL Gallura sui dati INPS e sulle pratiche del Patronato INAS, nel 2024 i contratti stagionali sono stati 39.429, contro 8.432 a tempo indeterminato, 4,7 volte tanto. In Gallura circa 14.400 lavoratori ogni anno accedono alla NASpI, con il 75% delle domande concentrato tra settembre e dicembre.
«Il lavoro regolare e dignitoso è uno dei principali strumenti di integrazione e prevenzione sociale. Non possiamo considerare i lavoratori una risorsa quando servono alle imprese e un problema quando termina la stagione. Se il territorio utilizza questa forza lavoro, deve anche garantire condizioni reali di integrazione, formazione, diritti e dignità», sottolinea il Segretario.
Un altro elemento riguarda il contrasto al lavoro irregolare. Dall’inizio del 2026, su 59 aziende controllate in provincia di Sassari dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, il 56% è risultato irregolare; sono stati segnalati 30 datori di lavoro, sospese 11 attività ed esaminate 236 posizioni lavorative, il 5% delle quali completamente in nero.


«Contrastare il lavoro irregolare significa anche fare politica della sicurezza. Dove esistono sfruttamento, lavoro nero e marginalità, aumentano vulnerabilità e ricatto. Per questo ordine pubblico, lavoro e coesione sociale non possono essere affrontati come questioni separate», ribadisce Brandano.
La CISL Gallura chiede quindi una lettura comune dei fenomeni: criminalità, lavoro, stagionalità, immigrazione, disagio abitativo e marginalità sociale. «La sfida è governare una crescita rapidissima evitando che sviluppo economico e trasformazioni demografiche corrano più velocemente della capacità del territorio di costruire servizi, integrazione e coesione sociale. La sicurezza non si costruisce soltanto reprimendo il reato, ma anche facendo in modo che vivere e lavorare nella legalità sia la scelta più semplice, stabile e conveniente», conclude il Segretario.
In Gallura ogni anno circa 14.400 lavoratori richiedono la NASPI. Non si tratta di una crisi temporanea o congiunturale: è la struttura permanente di un mercato del lavoro costruito sulla discontinuità.
È quanto emerge dall’analisi elaborata dalla CISL Gallura incrociando i dati INPS del Rendiconto Provinciale di Sassari 2024 con le pratiche gestite dal Patronato INAS CISL nel 2025.
Il dato più significativo riguarda le tipologie contrattuali: nella provincia di Sassari i contratti stagionali sono 4,7 volte quelli a tempo indeterminato. Nel 2024 si registrano infatti 39.429 assunzioni stagionali contro 8.432 a tempo indeterminato.
“Ogni contratto stagionale genera inevitabilmente, nei mesi successivi, nuova richiesta di NASPI. Il 75% delle domande si concentra infatti tra settembre e dicembre, alla chiusura della stagione turistica. La NASPI non è più uno strumento eccezionale di tutela: in Gallura è diventata un ammortizzatore stagionale strutturale e ricorrente”, dichiara il Segretario Generale della CISL Gallura Bruno Brandano.
L’impatto economico della discontinuità lavorativa è rilevante. Secondo l’analisi CISL Gallura, un lavoratore stagionale percepisce mediamente circa 11.150 euro annui tra reddito da lavoro e indennità NASPI. Lo stesso lavoratore, con un’occupazione stabile nello stesso settore e nella stessa qualifica, arriverebbe a circa 16.900 euro annui.
La differenza supera quindi i 5.700 euro per lavoratore e, applicata ai circa 14.400 lavoratori stimati nel territorio gallurese, determina un mancato reddito complessivo superiore agli 80 milioni di euro ogni anno: risorse che non si trasformano pienamente in consumi, affitti, servizi e capacità di spesa nei mesi invernali.
“Parliamo di oltre 80 milioni di euro di reddito che il territorio non vede circolare pienamente nella propria economia. È questo il costo nascosto della discontinuità lavorativa. Dietro questi numeri ci sono famiglie che per mesi vivono con redditi ridotti, giovani che non riescono a programmare il proprio futuro e lavoratori maturi che rischiano di uscire definitivamente dal mercato del lavoro”, sottolinea Brandano.
Le categorie maggiormente sono soprattutto i giovani sotto i 30 anni, spesso intrappolati in una successione continua di contratti stagionali, e i lavoratori tra i 50 e i 59 anni, che hanno maggiori difficoltà di ricollocazione e rischiano di scivolare verso una disoccupazione di lunga durata.
Per la CISL Gallura esiste però una leva concreta ancora poco utilizzata: trasformare i mesi di bassa stagione in mesi di formazione e riqualificazione professionale.
“I mesi invernali non devono essere il vuoto tra una stagione e l’altra. Possono diventare il momento in cui il territorio costruisce le competenze per la stagione successiva. Se vogliamo davvero alzare la qualità dell’offerta turistica e produttiva della Gallura, dobbiamo investire sulle persone e sulle loro competenze”, afferma il Segretario Generale della CISL Gallura.
Secondo il sindacato i periodi di minore attività potrebbero essere utilizzati per percorsi formativi finanziati dalla Regione Sardegna e dai fondi europei, con l’obiettivo di rafforzare competenze linguistiche, tecniche, digitali e professionali dei lavoratori stagionali.
È in questo contesto che la CISL Gallura guarda con favore all’iniziativa “Gallura All Seasons”. Ma la vera destagionalizzazione non può limitarsi ad allungare di qualche settimana la stagione turistica. Si misura nella capacità di costruire nuove stagioni, ciascuna con una propria identità economica e produttiva.
“L’autunno della Gallura può essere la stagione dei convegni, della nautica professionale e dell’enogastronomia. L’inverno può diventare il tempo della formazione, del turismo esperienziale e delle attività legate alla cultura e alla natura del territorio. La primavera può intercettare nuovi flussi e nuovi mercati. Ognuna di queste stagioni genera lavoro diverso, richiede competenze diverse e ha bisogno di occupazione qualificata e buona contrattazione”, conclude Bruno Brandano.
La quinta edizione della Fiera Nautica di Sardegna, inaugurata nella giornata di ieri 7 maggio a Porto Rotondo, conferma una realtà ormai evidente: la nautica non è più soltanto turismo di lusso, ma uno dei principali motori economici della Gallura.
Per la CISL Gallura il comparto nautico rappresenta oggi una filiera strategica capace di produrre occupazione, competenze, innovazione e sviluppo lungo tutto il nord-est dell’isola.
«Parliamo di un sistema che coinvolge porti turistici, cantieri, manutenzioni, servizi tecnici, logistica, accoglienza e turismo nautico — sottolinea Bruno Brandano, Segretario Generale CISL Gallura — con migliaia di lavoratori distribuiti tra Olbia, Costa Smeralda, Palau, La Maddalena e Santa Teresa».
Un segnale importante arriva anche dalla formazione. La nascita a Olbia del corso di laurea in Ingegneria Navale, il quarto in Italia dopo Genova, Trieste e Napoli, dimostra infatti come il territorio abbia ormai scelto di investire stabilmente nella blue economy e nelle professionalità legate al mare.
«Quando un territorio costruisce percorsi universitari direttamente collegati alle esigenze delle imprese significa che esiste ormai una visione industriale e produttiva precisa».
Per la CISL Gallura la crescita della nautica deve procedere insieme alla qualità del lavoro, alla formazione continua e alla valorizzazione delle professionalità che operano nel comparto.
«Un settore così importante per l’economia gallurese deve continuare a distinguersi anche per qualità occupazionale, sicurezza e corrette applicazioni contrattuali – continua Brandano -. La competitività della nautica del territorio si rafforza attraverso lavoro qualificato, competenze e contratti che garantiscano tutele reali ai lavoratori, evitando il ricorso a forme contrattuali di basso profilo e ad accordi non sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative».
La Gallura sta costruendo una propria specializzazione produttiva legata al mare. La nautica oggi è uno dei pochi settori capaci di mettere insieme impresa, innovazione, formazione e lavoro, affermandosi come una delle realtà economiche più dinamiche della Sardegna.
Notizie Oristano
Dopo oltre dieci anni di commissariamenti, la Provincia di Oristano si accinge a ritrovare una guida politica attraverso l’elezione, da parte degli amministratori locali, del nuovo Presidente e del nuovo Consiglio provinciale.
Si tratta di un passaggio che non può ridursi ad un mero adempimento formale, ma rappresenta invece l’occasione per restituire a questo Ente un ruolo istituzionale pieno, capace di programmare lo sviluppo, coordinare gli enti locali, difendere i diritti dei cittadini e dare risposte concrete alle emergenze del territorio.
Questa elezione, cosi come previsto dalla Legge 56 del 2014, prevede che gli organismi della Provincia vengano eletti dagli amministratori comunali e non dal corpo elettorale, cosi come avviene per quelli della Regione e dei Comuni.
Anche per questo motivo è fondamentale che il rapporto con la società, da parte di chi andrà a governare l’Amministrazione provinciale, recuperi un dialogo con i corpi intermedi.
In questa prospettiva, venendo a mancare lo storico dibattito pre-elettorale, che consentiva anche di accedere ad un confronto con l’opinione pubblica, la CISL di Oristano intende presentare le proprie proposte, chiedendole un impegno chiaro e vincolante da rafforzare successivamente una volta eletto il nuovo organismo provinciale.
Come O.S. riteniamo che la Provincia, debba tornare ad avere un peso reale nelle politiche di sviluppo, con risorse certe ed autonomia decisionale.
La provincia di Oristano infatti vive da troppo tempo una condizione di marginalità che rischia di compromettere il futuro delle sue comunità.
Lo spopolamento, la debolezza economica, i ritardi infrastrutturali e la carenza di servizi essenziali stanno scavando un solco profondo tra questo territorio ed il resto della Sardegna.
È un quadro che non possiamo più accettare come inevitabile, ma che al contrario deve spingere tutti, istituzioni, parti sociali, comunità locali, ad assumere la responsabilità di una svolta.
Come CISL di Oristano, sentiamo il dovere di consegnarle una riflessione ed una proposta. Non si tratta di un elenco di rivendicazioni, ma l’invito a costruire insieme un vero “Piano di Rinascita” Territoriale, capace di restituire dignità e prospettive ad un territorio che ha tanto da offrire.
La sanità è il primo banco di prova. I presidi ospedalieri territoriali soffrono di carenze di personale
e di servizi, con reparti ridimensionati e tempi d’attesa che scoraggiano i cittadini. Troppi anziani e troppe famiglie sono costrette a spostarsi in altre province per ricevere cure adeguate,
sostenendo disagi e costi inaccettabili. È necessario ripartire con decisione da una sanità pubblica di prossimità, che metta al centro le persone e non i bilanci, e che ricostruisca l’asse ospedale-territorio-domicilio, smantellato negli anni da scelte miopi.

Allo stesso modo, l’istruzione e la formazione devono tornare ad essere priorità assolute per il futuro del territorio. La dispersione scolastica, la povertà educativa e le difficoltà di collegare i percorsi formativi alle esigenze del mondo del lavoro, sono fenomeni che non possiamo più tollerare. Servono scuole radicate nelle comunità, capaci di contrastare l’abbandono e di offrire pari opportunità ai ragazzi che vivono nei centri minori così come nelle città. L’università, la formazione professionale e quella superiore devono essere sostenute e valorizzate,
in modo da trattenere i giovani e creare competenze spendibili nel territorio.
È necessario rafforzare il legame tra scuola, ricerca, imprese e istituzioni, così che l’istruzione diventi davvero il motore di uno sviluppo sostenibile ed inclusivo.
Il lavoro comunque rimane la questione centrale.
Troppi rapporti di lavoro si basano su precarietà e stagionalità: un modello che impedisce ai giovani di progettare la propria vita e che alimenta il fenomeno dello spopolamento.
Occorre promuovere occupazione stabile e dignitosa, sostenendo le imprese, in particolare quelle agricole ed agroalimentari, che rappresentano il cuore pulsante dell’economia oristanese. Perché questo settore possa crescere servono infrastrutture efficienti, minori costi energetici, accesso al credito ed una burocrazia meno soffocante.
Sul fronte delle infrastrutture, è urgente superare i ritardi storici che penalizzano cittadini ed imprese. Senza collegamenti adeguati, sia materiali che digitali, ogni prospettiva di sviluppo rischia di restare incompiuta.
Il territorio oristanese deve diventare un importante nodo di connessione e di opportunità, valorizzando la sua posizione strategica e creando le condizioni per attrarre investimenti e trattenere le giovani generazioni.
Non meno importanti sono le sfide ambientali e culturali. Le zone umide, il patrimonio archeologico e la storia giudicale e rurale di Oristano sono risorse uniche che vanno integrate in una visione di turismo sostenibile, capace di coniugare ambiente, agroalimentare e cultura.
L’investimento nella cultura e nelle filiere ad essa collegate può stimolare nuova imprenditorialità, rafforzare l’attrattività del territorio, favorire la permanenza dei giovani ed innescare processi virtuosi di sviluppo local, in grado di contrastare lo spopolamento e di restituire centralità alla provincia di Oristano.
Un esempio concreto arriva dai Giganti di Monte Prama, la cui valorizzazione ha generato un forte richiamo turistico e mediatico, dimostrando come il patrimonio culturale possa trasformarsi in un motore di sviluppo e di rigenerazione territoriale.
La lotta al cambiamento climatico e la gestione responsabile delle risorse idriche e forestali devono diventare priorità, anche come occasione di nuova e qualificata occupazione.
Quelle citate sono alcune delle condizioni necessarie per restituire alla provincia di Oristano il posto che merita. Non periferia dimenticata, ma cuore pulsante di una Sardegna che guarda avanti.
Per questo le chiediamo un impegno chiaro e concreto. Lavorare per un Piano straordinario di rilancio che metta al centro sanità, lavoro, istruzione, infrastrutture ed ambiente.
Non si tratta solo di colmare un divario, ma di restituire dignità, opportunità e futuro a un territorio che ha le capacità e le energie per rinascere, se adeguatamente sostenuto.
Il Congresso della CISL Oristano si svolge oggi a Tramatza. Con lo slogan
“Partecipazione e Lavoro per la crescita e lo sviluppo del Territorio” la UST guidata da Alessandro Perdisci proporrà i temi strategici più rilevanti, per uscire dalla crisi socio-economica e dare speranza e futuro alle nuove generazioni.
Atteso in mattinata l’intervento di Pier Luigi Ledda, Segretario Generale della CISL Sarda, mentre le conclusioni saranno affidate a Mattia Pirulli, Segretario Confederale Cisl. L’Oristanese vive una serie di problematiche irrisolte che purtroppo hanno nel tempo determinato ulteriori negatività. A partire dal lavoro e dalla tenuta dei servizi. Ma ci sono anche le opportunità e le prospettive, ragione per la quale la CISL ha scelto una traiettoria propositiva e determinata, partecipativa e responsabile. Mettere insieme le potenzialità territoriali in chiave strategica e strutturale è una sfida che la CISL di Oristano da tempo chiede di definire con una alleanza di tutte le forze. L’ambiente e l’unicità dell’Isola e quindi dei luoghi del territorio, possono diventare un potenziale concreto che diventa realtà di sviluppo. E con questi l’agroindustria i servizi e la piccola media impresa. Potenziando i servizi pubblici e migliorando l’offerta sul versante socio assistenziale e welfare di prossimità la CISL di Oristano vuole dare il suo contributo alle proposte articolate della CISL sarda che si avvicina al suo Congresso del 28/29 Aprile a Cagliari. Oggi uniamo i fili dello sviluppo e del futuro a Oristano.
Alessandro Perdisci, Segretario generale Ust, introduce i lavori con una relazione molto chiara e propositiva sui temi dello sviluppo e del lavoro, della giustizia sociale per un territorio più inclusivo. Serve una politica territoriale che mette al centro i diritti e le vere opportunità, attrattive e virtuose, per generare ricadute e risposte strutturali per i giovani che restano e per le comunità che resistono. I principali settori produttivi del territorio e quelli che emergono, nelle transizioni da gestire e accompagnare, sono elementi da mettere insieme per rendere competitivo l’oristanese. Una cerniera che tiene insieme come elemento centrale anche gli altri territori, con visione integrata. Rilanciare la Sardegna centrale è fondamentale per tutta la Sardegna, partendo da migliori infrastrutture e servizi pubblici che sono ancora insufficienti.
Un rilancio efficace può superare la marginalità, un ritardo che non deve portare allo spopolamento ma a valorizzare l’unicità della Sardegna e quindi di questo territorio, con le sue unicità e peculiarità. La Provincia di Oristano merita risposte strutturali e non episodiche. La analisi non basta, ma una robusta azione di rilancio, con visione coraggio e determinazione. Condividere e partecipare è la stella polare per ridare dignità e futuro all’oristanese.
Marco Boi è stato confermato segretario del Sindacato dei lavoratori di Poste Italiane della Cisl di Oristano. Ad affiancarlo nella segreteria ci saranno Rossella Battelli e Diego Vidili. Erano presenti al nono congresso la segretaria regionale Slp Cisl, Emma Elisa Ruzzeddu, e il segretario generale della Cisl di Oristano Alessandro Perdisci. In provincia di Oristano il Sindacato dei lavoratori di Poste Italiane della Cisl conta 160 tesserati. “Per avere un sindacato più forte serve una rete di rappresentanza solida, capace di coinvolgere tutti i lavoratori, dai più esperti ai nuovi assunti”, ha dichiarato Marco Boi, sottolineando l’importanza di un’organizzazione capillare e inclusiva. “Lavoreremo per un sindacato realmente rappresentativo”, ha aggiunto il segretario, “senza mai dimenticare i valori che ci contraddistinguono. Ogni settore deve avere voce e ogni lavoratore deve sentirsi rappresentato”.
Notizie Sassari
Si è svolto presso la sede della Cisl di Sassari un focus congiunto tra la FIT Cisl e la Confederazione territoriale, dedicato alla situazione della discarica di Scala Erre, recentemente interessata da nuovi episodi di incendio provocati da comportamenti gravemente irresponsabili da parte dell’utenza. A essere abbandonati nei conferimenti sono stati razzi di segnalazione scaduti, batterie esauste e altri materiali altamente infiammabili e pericolosi.
L’incontro ha ribadito con forza la straordinaria preparazione dei lavoratori del sito, come sostenuto dal Segretario Territoriale FIT Lorenzo Piu; “in questi giorni difficili segnati da episodi di incendio causati da comportamenti incivili e pericolosi, hanno dimostrato sul campo un altissimo livello di preparazione, riuscendo a intervenire in autonomia e con tempestività. Come Fit Cisl siamo orgogliosi di rappresentare questi lavoratori e continueremo a sostenerli con determinazione”. Gli incendi sono stati infatti domati in autonomia grazie a tecniche collaudate di soffocamento, attuate con grande professionalità tramite la movimentazione di strati di argilla con l’uso delle pale meccaniche. È solo grazie al prontezza e all’esperienza di questi lavoratori se si è riusciti a evitare danni a persone, strutture e ambiente, contenendo le fiamme prima ancora dell’intervento dei Vigili del Fuoco. Nei giorni successivi agli episodi, la Cisl e la FIT hanno incontrato personalmente i lavoratori iscritti per verificare direttamente la qualità dell’operato, riscontrando un presidio attento, preparato e costantemente impegnato nella tutela della sicurezza e dell’ambiente.
Il sito di Scala Erre, costantemente sorvegliato 24 ore su 24, dispone ancora di circa sei mesi di autonomia operativa in attesa della conclusione dei lavori per il Modulo 10, previsto per i primi mesi del 2026, che garantirà una capacità aggiuntiva di 150.000 metri cubi. La FIT Cisl coglie l’occasione per lanciare un appello forte e chiaro: serve una campagna di prevenzione seria e condivisa, per evitare che materiali pericolosi continuino a essere conferiti nella raccolta ordinaria e finiscano per trasformarsi in potenziali inneschi di disastri. È necessaria una maggiore sensibilizzazione civica, ma anche un deciso rafforzamento dei controlli e delle sanzioni da parte delle istituzioni. In questo contesto, la Cisl e la FIT propongono la riapertura del termovalorizzatore di Tossilo e rilanciano anche la proposta – ormai non più rimandabile – di realizzare un moderno impianto di termovalorizzazione a Porto Torres, capace di trattare in sicurezza la frazione non riciclabile dei rifiu ti, trasformandola in energia e riducendo il rischio dell’abbandono incontrollato.
La gestione dei rifiuti in Sardegna ha bisogno di un salto di qualità e il sindacato continuerà a fare la sua parte, al fianco dei lavoratori, per costruire un sistema più sicuro, efficiente e rispettoso dell’ambiente e della salute di tutti.
Grande partecipazione di cittadini e iscritti al convegno dedicato alla prevenzione delle truffe, promosso da Adiconsum, Fnp Cisl, First Cisl, Polizia Postale e Cisl di Sassari, che si è svolto ieri nella sala conferenze della Camera di Commercio. L’iniziativa, fortemente voluta dalle organizzazioni promotrici, ha voluto fornire strumenti concreti di tutela e sensibilizzare il pubblico su una piaga purtroppo in costante crescita, quella delle truffe ai danni di cittadini e lavoratori. a testimonianza di quanto il tema sia sentito e attuale, specie tra le persone più fragili ed esposte.

La relazione principale, affidata ad Antonio Polo della Polizia Postale, ha catturato l’attenzione dei presenti grazie a una spiegazione chiara e dettagliata dei principali rischi, accompagnata da esempi pratici e consigli utili per riconoscere i tentativi di raggiro più diffusi. Tra i punti messi in evidenza, la necessità di diffondere una sana prudenza verso qualsiasi comunicazione che riguardi il denaro e di non eseguire mai operazioni senza prima aver verificato con attenzione la legittimità delle richieste. “È fondamentale — ha sottolineato Polo — non lasciarsi ingannare da messaggi allarmanti o troppo allettanti, che spesso rappresentano il primo passo di una truffa ben orchestrata”.

Il convegno ha quindi voluto rimarcare l’impegno quotidiano della Cisl di Sassari e delle sue federazioni, insieme alla Polizia Postale, per proteggere lavoratori, pensionati e cittadini in generale, con particolare attenzione verso coloro che, per ragioni anagrafiche o di condizione personale, possono trovarsi in maggiore difficoltà nel riconoscere situazioni potenzialmente pericolose.

Il Segretario Generale della Cisl di Sassari, Sergio Mura, ha evidenziato come queste iniziative rientrino in una strategia più ampia di tutela e difesa delle persone, coerente con la missione storica del sindacato di garantire sicurezza e diritti anche fuori dal posto di lavoro.

L’ampia partecipazione e la qualità dei contributi emersi nel corso dei lavori confermano quanto sia fondamentale continuare a fare rete tra istituzioni, sindacato e cittadini, costruendo insieme una comunità più consapevole, preparata e sicura di fronte ai rischi di un mondo sempre più digitale e complesso.
𝗧𝗥𝗨𝗙𝗙𝗘 𝗜𝗡 𝗔𝗚𝗚𝗨𝗔𝗧𝗢? 𝗗𝗜𝗙𝗘𝗡𝗗𝗜 𝗜 𝗧𝗨𝗢𝗜 𝗦𝗢𝗟𝗗𝗜 𝗖𝗢𝗡 𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗢𝗦𝗖𝗘𝗡𝗭𝗔!
𝐀𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐭𝐫𝐮𝐟𝐟𝐞, 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐯𝐮𝐥𝐧𝐞𝐫𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢. 𝐈𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐬𝐢.

𝘓𝘶𝘯𝘦𝘥𝘪̀ 30 𝘨𝘪𝘶𝘨𝘯𝘰 2025 – 𝘖𝘳𝘦 10 𝘚𝘢𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘦𝘳𝘦𝘯𝘻𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘊𝘢𝘮𝘦𝘳𝘢 𝘥𝘪 𝘊𝘰𝘮𝘮𝘦𝘳𝘤𝘪𝘰, 𝘝𝘪𝘢 𝘙𝘰𝘮𝘢 74 – 𝘚𝘢𝘴𝘴𝘢𝘳𝘪

Con la partecipazione della Polizia Postale, degli esperti di Adiconsum Sassari, della FNP CISL Pensionati, FIRST CISL e CISL Sassari.
Un incontro aperto a tutti per imparare a riconoscere le truffe e difendere i propri risparmi.
Non mancare! La prevenzione inizia dalla consapevolezza.
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La cisl sarda: il coraggio della partecipazione

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l’8 aprile 2026 alle ore 15.00 nella Sala convegni Fratelli Fois, Via E.Fermi 9 – Portoscuso il Consiglio Generale FSM Cisl sardegna ”Rilanciare l’industria: lavoro, sviluppo e futuro per il Sulcis Iglesiente”. Un’occasione per fornire una panoramica sulle principali tematiche che riguardano il rilancio dell’industria e le prospettive future del settore metalmeccanico in Sardegna. In allegato la locandina e il programma dei lavori con gli interventi.
Il 12 marzo importante iniziativa della Segreteria della Cisl sarda con il Coordinamento Regionale Donne e Politiche di Genere dal titolo GENERIAMO PARITA’ COLTIVIAMO LAVORO. Un incontro che si svolgerà a Cagliari, la presentazione del progetto plurinennale del Coordinamento, con i contributi dei territori, le testimonianze e le buone pratiche delle strutture della Cisl sarda. Introduce e Coordina i lavori Federica Tilocca Segretaria Regionale USR e presenta il progetto Emily Uda Coordinatrice Regionale Donne e Politiche di Genere. Conclude l’iniziatva Pier Luigi Ledda Segretario Generale della Cisl sarda.
L’intero gruppo dirigente della CISL Sarda a conclave a Sorres per definire e rafforzare il percorso e le strategie di sviluppo dell’Isola. A Borutta due giorni di confronto serrato sui nodi strategici dello sviluppo della Sardegna e sulle prospettive del lavoro. Il 20 e 21 ottobre, nel suggestivo scenario del Monastero Benedettino di San Pietro di Sorres, la CISL Sarda riunirà l’intero gruppo dirigente per un importante corso di formazione e riflessione strategica dal titolo “Visione in Azione”. L’iniziativa rappresenta un vero e proprio conclave programmatico e di elaborazione, finalizzato a delineare le traiettorie di intervento sindacale e territoriale per i prossimi anni: dal contrasto alle nuove periferie sociali e al disagio economico, alle sfide dello sviluppo sostenibile e dell’innovazione partecipata. Al centro del laboratorio anche la fase attuativa della recente Norma Nazionale sulla Partecipazione, nata dalla raccolta di 400.000 firme della Cisl. Ai lavori parteciperanno docenti ed esperti di livello nazionale e regionale: • il prof. Bruno Ronsivalle, che approfondirà il tema delle periferie e delle fragilità sociali; • il prof. Francesco Pigliaru, con una lettura socio-economica delle trasformazioni e delle prospettive di sviluppo dell’Isola; • Ettore Innocenti del Centro Studi CISL di Firenze, che affronterà il tema della partecipazione e della nuova normativa nazionale appena approvata. • Andrea Cuccello Segretario Confederale CISL che declinerà i temi della partecipazione e dello sviluppo in chiave operativa e di prossimità territoriale. “La complessità dello scenario socio-economico regionale, nazionale e internazionale – sottolinea il Segretario Generale della CISL Sarda Pier Luigi Ledda – richiede un sindacato pronto, consapevole e aggiornato, capace di affrontare il cambiamento con responsabilità, partecipazione e pragmatismo. Solo così potremo dare il nostro contributo migliore al futuro della nostra terra”. Tra le principali questioni strategiche in agenda: • Lavoro, qualità e stabilità occupazionale; • Rilancio produttivo e sviluppo territoriale; • Nuove periferie sociali e lotta alle diseguaglianze; • Sanità e welfare di prossimità; • Infrastrutture materiali e digitali; • Transizione energetica e progetti strategici; • Attuazione della legge sulla partecipazione; • Insularità e ruolo della Sardegna nel contesto nazionale ed europeo. La due giorni di Sorres sarà dunque un passaggio cruciale per definire nuove priorità e strategie di azione della CISL Sarda, rafforzando il legame tra territorio, partecipazione e sviluppo.
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