In Gallura ogni anno circa 14.400 lavoratori richiedono la NASPI. Non si tratta di una crisi temporanea o congiunturale: è la struttura permanente di un mercato del lavoro costruito sulla discontinuità.
È quanto emerge dall’analisi elaborata dalla CISL Gallura incrociando i dati INPS del Rendiconto Provinciale di Sassari 2024 con le pratiche gestite dal Patronato INAS CISL nel 2025.
Il dato più significativo riguarda le tipologie contrattuali: nella provincia di Sassari i contratti stagionali sono 4,7 volte quelli a tempo indeterminato. Nel 2024 si registrano infatti 39.429 assunzioni stagionali contro 8.432 a tempo indeterminato.
“Ogni contratto stagionale genera inevitabilmente, nei mesi successivi, nuova richiesta di NASPI. Il 75% delle domande si concentra infatti tra settembre e dicembre, alla chiusura della stagione turistica. La NASPI non è più uno strumento eccezionale di tutela: in Gallura è diventata un ammortizzatore stagionale strutturale e ricorrente”, dichiara il Segretario Generale della CISL Gallura Bruno Brandano.
L’impatto economico della discontinuità lavorativa è rilevante. Secondo l’analisi CISL Gallura, un lavoratore stagionale percepisce mediamente circa 11.150 euro annui tra reddito da lavoro e indennità NASPI. Lo stesso lavoratore, con un’occupazione stabile nello stesso settore e nella stessa qualifica, arriverebbe a circa 16.900 euro annui.
La differenza supera quindi i 5.700 euro per lavoratore e, applicata ai circa 14.400 lavoratori stimati nel territorio gallurese, determina un mancato reddito complessivo superiore agli 80 milioni di euro ogni anno: risorse che non si trasformano pienamente in consumi, affitti, servizi e capacità di spesa nei mesi invernali.
“Parliamo di oltre 80 milioni di euro di reddito che il territorio non vede circolare pienamente nella propria economia. È questo il costo nascosto della discontinuità lavorativa. Dietro questi numeri ci sono famiglie che per mesi vivono con redditi ridotti, giovani che non riescono a programmare il proprio futuro e lavoratori maturi che rischiano di uscire definitivamente dal mercato del lavoro”, sottolinea Brandano.
Le categorie maggiormente sono soprattutto i giovani sotto i 30 anni, spesso intrappolati in una successione continua di contratti stagionali, e i lavoratori tra i 50 e i 59 anni, che hanno maggiori difficoltà di ricollocazione e rischiano di scivolare verso una disoccupazione di lunga durata.
Per la CISL Gallura esiste però una leva concreta ancora poco utilizzata: trasformare i mesi di bassa stagione in mesi di formazione e riqualificazione professionale.
“I mesi invernali non devono essere il vuoto tra una stagione e l’altra. Possono diventare il momento in cui il territorio costruisce le competenze per la stagione successiva. Se vogliamo davvero alzare la qualità dell’offerta turistica e produttiva della Gallura, dobbiamo investire sulle persone e sulle loro competenze”, afferma il Segretario Generale della CISL Gallura.
Secondo il sindacato i periodi di minore attività potrebbero essere utilizzati per percorsi formativi finanziati dalla Regione Sardegna e dai fondi europei, con l’obiettivo di rafforzare competenze linguistiche, tecniche, digitali e professionali dei lavoratori stagionali.
È in questo contesto che la CISL Gallura guarda con favore all’iniziativa “Gallura All Seasons”. Ma la vera destagionalizzazione non può limitarsi ad allungare di qualche settimana la stagione turistica. Si misura nella capacità di costruire nuove stagioni, ciascuna con una propria identità economica e produttiva.
“L’autunno della Gallura può essere la stagione dei convegni, della nautica professionale e dell’enogastronomia. L’inverno può diventare il tempo della formazione, del turismo esperienziale e delle attività legate alla cultura e alla natura del territorio. La primavera può intercettare nuovi flussi e nuovi mercati. Ognuna di queste stagioni genera lavoro diverso, richiede competenze diverse e ha bisogno di occupazione qualificata e buona contrattazione”, conclude Bruno Brandano.
La quinta edizione della Fiera Nautica di Sardegna, inaugurata nella giornata di ieri 7 maggio a Porto Rotondo, conferma una realtà ormai evidente: la nautica non è più soltanto turismo di lusso, ma uno dei principali motori economici della Gallura.
Per la CISL Gallura il comparto nautico rappresenta oggi una filiera strategica capace di produrre occupazione, competenze, innovazione e sviluppo lungo tutto il nord-est dell’isola.
«Parliamo di un sistema che coinvolge porti turistici, cantieri, manutenzioni, servizi tecnici, logistica, accoglienza e turismo nautico — sottolinea Bruno Brandano, Segretario Generale CISL Gallura — con migliaia di lavoratori distribuiti tra Olbia, Costa Smeralda, Palau, La Maddalena e Santa Teresa».
Un segnale importante arriva anche dalla formazione. La nascita a Olbia del corso di laurea in Ingegneria Navale, il quarto in Italia dopo Genova, Trieste e Napoli, dimostra infatti come il territorio abbia ormai scelto di investire stabilmente nella blue economy e nelle professionalità legate al mare.
«Quando un territorio costruisce percorsi universitari direttamente collegati alle esigenze delle imprese significa che esiste ormai una visione industriale e produttiva precisa».
Per la CISL Gallura la crescita della nautica deve procedere insieme alla qualità del lavoro, alla formazione continua e alla valorizzazione delle professionalità che operano nel comparto.
«Un settore così importante per l’economia gallurese deve continuare a distinguersi anche per qualità occupazionale, sicurezza e corrette applicazioni contrattuali – continua Brandano -. La competitività della nautica del territorio si rafforza attraverso lavoro qualificato, competenze e contratti che garantiscano tutele reali ai lavoratori, evitando il ricorso a forme contrattuali di basso profilo e ad accordi non sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative».
La Gallura sta costruendo una propria specializzazione produttiva legata al mare. La nautica oggi è uno dei pochi settori capaci di mettere insieme impresa, innovazione, formazione e lavoro, affermandosi come una delle realtà economiche più dinamiche della Sardegna.
“Turni mal gestiti, esposizione prolungata al sole, strumenti non funzionanti e carenza di personale stanno generando una situazione al limite, con gravi ripercussioni sulla salute e sulla sicurezza degli operatori”. È la denuncia della Fisascat CISL Gallura, con il segretario generale Manolo Lai, sulle condizioni lavorative delle guardie giurate in servizio nel porto di Olbia. “In alcune postazioni – sostiene il sindacalista – le guardie sono costrette a rimanere esposte al sole per diverse ore consecutive, senza alcuna copertura. Non sorprende che si siano già verificati episodi di malore durante il servizio, che hanno richiesto l’intervento dei sanitari.”
Alla base di questi disagi, secondo la Fisascat gallurese, c’è una carenza strutturale di personale, che obbliga i pochi lavoratori disponibili a coprire turni lunghi e faticosi, spesso in condizioni climatiche proibitive, con una gestione dei turni poco trasparente. “Più volte abbiamo segnalato queste criticità durante gli incontri con le aziende, soprattutto in vista della stagione turistica, quando il carico di lavoro aumenta sensibilmente. Ad oggi, però, non è pervenuta alcuna risposta concreta. Anche le condizioni igieniche – prosegue Lai – risultano inadeguate: in alcune postazioni gli unici servizi disponibili sono bagni chimici, spesso sporchi e non sanificati, aggravando ulteriormente il disagio dei lavoratori.”
Il sindacato sollecita assunzioni urgenti, per colmare il deficit di personale e garantire turni sostenibili, una riorganizzazione dei turni, che tenga conto dei rischi legati all’esposizione solare e al carico di lavoro, dotazioni e strumenti adeguati, con interventi immediati sulle postazioni prive di coperture, un confronto immediato con l’azienda e le autorità competenti, per porre fine a una condizione lavorativa che non può più essere ignorata.
“Le guardie giurate svolgono un servizio essenziale per la sicurezza – conclude il segretario Lai – ma non possono essere trattate come invisibili. È ora che qualcuno se ne accorga.”
La Cisl Gallura lancia l’allarme sul numero crescente di dimissioni volontarie che, nelle ultime settimane, si stanno registrando in diversi settori produttivi del territorio. Solo nel mese di maggio di quest’anno il sindacato ha raccolto centinaia di segnalazioni di lavoratrici e lavoratori dimissionari, provenienti soprattutto da comparti chiave come turismo, ristorazione, servizi, logistica, agricoltura e artigianato.
“Non si tratta di un’onda passeggera – sottolinea il segretario generale della Cisl gallurese, Bruno Brandano –, ma di un segnale forte che arriva in modo diffuso, capillare e costante. E non è dettato dalla mancanza di voglia di lavorare, come qualcuno vorrebbe far credere: oggi i giovani sono informati, più consapevoli, e non accettano più condizioni di lavoro che non rispettano la loro dignità. Spesso si dimettono proprio perché trovano un’alternativa più seria, più regolare, più umana.”
Tra le principali criticità emerse, che starebbero portando alle dimissioni volontarie, ci sono ore di lavoro superiori a quanto previsto dal CCNL, modalità di retribuzione non trasparenti (con conseguenze dannose sulla pensione e sulla sicurezza contributiva), assenza di tutele reali, in particolare nei contratti stagionali, mancanza di prospettive e di valorizzazione personale.
Secondo la Cisl della Gallura, il fenomeno è la spia di un disagio profondo: “il lavoro c’è – spiega ancora Brandano -, ma manca spesso la qualità del lavoro. Molti scelgono di dimettersi non per disinteresse, ma per evitare di restare intrappolati in circuiti irregolari, dove il rispetto del contratto è opzionale e la crescita professionale è inesistente. Il messaggio che ci arriva dai giovani è chiaro, vogliono lavorare, ma con dignità. Rifiutano turni massacranti, buste paga opache, orari infiniti e fanno bene. Chi è costretto a lavorare fuori dalle regole, spesso senza contributi o tutele, si sta giocando il futuro e noi non possiamo permetterlo. Serve una svolta culturale e contrattuale. Se vogliamo trattenere i nostri giovani, dobbiamo garantire loro stabilità, rispetto dei diritti, e un futuro dignitoso. Il territorio ha bisogno di qualità, non di scorciatoie. La nostra porta – conclude il segretario Cisl – è aperta, siamo pronti ad avviare un confronto serio per istituire un tavolo territoriale permanente sulla qualità del lavoro, che coinvolga imprese, istituzioni e parti sociali, e che rimetta al centro la persona, il contratto e la dignità.”
Il percorso dei congressi territoriali della CISL sarda oggi fa tappa in Gallura.
A Budoni si svolge il Congresso della Ust Gallura.
“Il coraggio di partecipare la forza di proporre” è lo slogan diretto e chiaro per una CISL territoriale che ha da sempre sviluppato una proposta articolata e avanzata, sia sotto il profilo dello sviluppo che del dialogo sociale. La Gallura presenta una fotografia di contrasti e opportunità da sviluppare ancora meglio, unendo le forze e unendo i settori strategici con quelli da rilanciare. Il tutto con un miglioramento e maggiore diffusione dei servizi pubblici e della sanità.
La CISL Gallura è cresciuta negli anni con un modello partecipativo e con un’idea di società inclusiva e attenta ai bisogni, vecchi e nuovi, delle persone e delle comunità.
A Budoni il Segretario Generale Bruno Brandano introdurrà i lavori, atteso per fine mattina l’intervento di Pier Luigi Ledda leader della CISL sarda mentre le conclusioni saranno affidate a Giorgio Graziani, Segretario Confederale Nazionale Cisl.
La relazione di Bruno Brandano sintetizza al meglio un percorso ideale, di valori e di proposte concrete, misurabili e percorribili.
Dentro una chiave di lettura interessante, sociale e di visione partecipativa, la CISL Gallura si muove nelle direttrici del cambiamento agito, che rigenera i territori e la vita delle persone.
Il rilancio del territorio ha necessità di iniziative forti e su vari fronti strategici e di sviluppo. Tenere insieme interessi e bisogni, per unire i problemi in una cornice di dialogo sociale.
Le Proposte concrete per il territorio
Sostegno all’ET di SOS Enattos – Un patto per la qualità del lavoro in Gallura –
– Rete territoriale di politiche sociali – un patto inter-istituzionale sulle Politiche di genere – Tavolo sulla sicurezza sul lavoro
Brandano chiude la relazione con una immagine efficace.
“La speranza è il motore silenzioso di ogni cosa. La CISL Gallura ci crede e lo vuole fare insieme”.
L’intervento di Pier Luigi Ledda al Congresso della CISL Gallura.
Siamo In Gallura, a Budoni, in una terra che conosce la fatica vera, quella quotidiana, e la dignità silenziosa di chi lavora con impegno ogni giorno.
La Gallura non è una cartolina, la CISL lo afferma da sempre. La Gallura è un gioco di contrasti, difficoltà e prospettive, che vanno oltre la narrazione facile e non veritiera.
Le proposte della CISL gallurese, analitiche e pragmatiche, sono in armonia con l’azione della CISL sarda.
Ne fanno parte.
E con lo spirito di partecipazione abbiamo anche oggi verificato insieme, che il percorso è comune, accanto alle persone e ai territori dell’Isola. I fili delle trame, delle problematiche attuali e del futuro, ci confermano la forza della CISL inclusiva e responsabile.
Serve passione e concretezza e agire sempre insieme come ha richiamato oggi la relazione della CISL Gallura.
L’unicità della Sardegna deve diventare valore economico.
La visione della CISL Gallurese ha una prospettiva di urgenze da definire e di questioni più strutturali, ma sono tutte da mettere insieme e risolvere, come un insieme e di fili che sono più robusti e tenaci.
Come questo territorio, un insieme di comunità in cammino.
Il Congresso Cisl Gallura conferma alla guida della confederazione territoriale Bruno Brandano. In Segreteria con lui Eleonora Careddu e Salvatore Spanu.
Si è riunito oggi il TAG, il Tavolo delle Associazioni della Gallura, per ufficializzare l’avvicendamento alla guida
del coordinamento. Dopo il mandato di Marina Manconi, Presidente della Confartigianato Gallura, e nel rispetto del principio di alternanza che il Tavolo si è dato tra associazioni datoriali e organizzazioni sindacali, il ruolo di Coordinatore passa ora alla CISL. A guidare il TAG sarà dunque Bruno Brandano, Segretario Generale della CISL Gallura. Il lavoro del Tavolo proseguirà nel solco tracciato negli anni, con particolare attenzione alle grandi priorità del territorio:
le infrastrutture stradali, in particolare la Tempio–Olbia e la Olbia–Arzachena–Palau–Santa Teresa, arterie fondamentali per lo sviluppo e la mobilità del nord-est dell’isola; la sanità gallurese, che ha ormai superato da tempo ogni limite di accettabilità e necessita di una sterzata decisa e immediata;
Il Tavolo esprime grande soddisfazione per la piena operatività della nuova Provincia della Gallura Nord Est e manifesta la volontà di collaborare in modo costruttivo con l’Ente, affinché diventi uno strumento efficace al servizio del territorio e delle sue comunità. La forza del TAG risiede nella sua natura plurale e partecipata: un luogo dove le associazioni datoriali, le organizzazioni sindacali e il mondo associativo si confrontano e collaborano per individuare soluzioni concrete ai bisogni della Gallura. In un momento storico in cui le sfide sono complesse e interconnesse, il valore del dialogo tra le forze sociali ed economiche diventa essenziale per proporre strategie condivise e dare voce alle esigenze reali del territorio.