𝐈 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢 𝐦𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐈𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐚 𝟐𝟑𝟒 𝐚 𝟏𝟑𝟐, 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝟒𝟑,𝟔%.
La CISL Sardegna chiede di rivedere i criteri e introdurre misure di salvaguardia per garantire 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢, 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐬𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 nei territori più fragili.
«Altitudine e pendenza non bastano a rappresentare le condizioni delle nostre comunità. Devono pesare anche l’insularità, la distanza da scuole e ospedali, le difficoltà dei collegamenti e la fragilità demografica».
Il sindacato sollecita un intervento del Governo e del Parlamento e un confronto a livello regionale
𝐂𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚, 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨, 𝐬𝐚𝐥𝐚𝐫𝐢, 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐞𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞.
È questo il filo che ha attraversato oggi a Roma il 𝐂𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐄𝐬𝐞𝐜𝐮𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐂𝐨𝐧𝐟𝐞𝐝𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐈𝐒𝐋.
Nella relazione della Segretaria Generale 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐚 𝐅𝐮𝐦𝐚𝐫𝐨𝐥𝐚 è emersa una questione di fondo: in una fase segnata da instabilità internazionale, trasformazioni economiche e sociali e profondi cambiamenti nel mondo del lavoro, 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐫𝐢𝐧𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐞𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐧𝐳𝐞. 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞.
Il 𝐋𝐢𝐛𝐫𝐨 𝐕𝐞𝐫𝐝𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐏𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, con oltre 𝟏𝟐𝟎 proposte, nasce proprio da questa esigenza: 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐚𝐥𝐚𝐫𝐢 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞𝐝 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚, 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢, 𝐰𝐞𝐥𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚. L’obiettivo è costruire un confronto concreto per un Patto per il lavoro, la coesione e la crescita. Una prospettiva che il Comitato Esecutivo ha fatto propria, approvando all’unanimità il documento finale.
Nel dibattito, il Segretario Generale della CISL Sardegna 𝐏𝐢𝐞𝐫 𝐋𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐋𝐞𝐝𝐝𝐚 ha riportato al centro alcune delle questioni decisive per l’Isola: il dopo PNRR, la distribuzione del valore, le competenze, la politica industriale e l’attrattività dei territori.
Temi che si intrecciano con il lavoro che stiamo portando avanti in Sardegna attraverso il rapporto “𝐒𝐚𝐫𝐝𝐞𝐠𝐧𝐚, 𝐢𝐥 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨”.
Perché la sfida non è soltanto creare più occupazione. È creare lavoro che valga di più: più stabile, più qualificato, meglio retribuito e capace di produrre valore. Per la Sardegna significa anche dare una prospettiva ai grandi territori industriali, dal Sulcis a Porto Torres e Macchiareddu, e creare le condizioni perché i giovani possano scegliere di restare, lavorare e costruire qui il proprio futuro