𝐈 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢 𝐦𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐈𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐚 𝟐𝟑𝟒 𝐚 𝟏𝟑𝟐, 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝟒𝟑,𝟔%.
La CISL Sardegna chiede di rivedere i criteri e introdurre misure di salvaguardia per garantire 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢, 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐬𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 nei territori più fragili.
«Altitudine e pendenza non bastano a rappresentare le condizioni delle nostre comunità. Devono pesare anche l’insularità, la distanza da scuole e ospedali, le difficoltà dei collegamenti e la fragilità demografica».
Il sindacato sollecita un intervento del Governo e del Parlamento e un confronto a livello regionale