Venerdì, 29 maggio 2026 20:50:05
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L’Avviso “Scuole Aperte Scuole Nuove”, promosso dalla Regione Sardegna con 5,1 milioni di euro, rappresenta un segnale importante nella lotta alla dispersione scolastica e alla fragilità educativa.
🗣️ “Un intervento innovativo, che va nella giusta direzione: integra risorse europee e promuove una scuola aperta, come presidio civico e comunità educante” – afferma Mirko Idili, Segretario Confederale CISL Sardegna.
Tuttavia, per essere davvero efficace, servono alcuni correttivi:
👉🏻Maggiore coinvolgimento delle parti sociali, fondamentali per collegare scuola, lavoro e bisogni delle famiglie
👉🏻Tempistiche e procedure più accessibili, per evitare che i territori più fragili restino esclusi
📌Questo bando può essere una svolta solo se inserito in una strategia strutturale e partecipata. La scuola deve diventare il cuore di una comunità educante capace di generare inclusione, opportunità e sviluppo.
🟢La CISL Sardegna è pronta a collaborare con istituzioni e territori per costruire insieme questo percorso.
🌱 Costruire sviluppo e coesione: Il ruolo delle istituzioni e delle parti sociali nel Medio Campidano
👉🏻Un momento di confronto e riflessione dedicato al futuro del territorio, tra sfide e opportunità, con il contributo delle istituzioni e delle parti sociali.
Appuntamento:
📅 22 aprile 2026
🕘 Ore 9:30
📍 Sala del Consorzio Industriale – Villacidro
La CISL Sardegna esprime preoccupazione per il dibattito in corso sulle servitù militari e per le ipotesi di intervento normativo nazionale che incidono direttamente sull’isola.
In un contesto internazionale in evoluzione, dove anche la difesa assume una dimensione sempre più europea, è fondamentale evitare semplificazioni e contrapposizioni ideologiche. Ma una cosa è chiara: non si possono prendere decisioni sulla Sardegna senza la Sardegna.
🗣️ “Serve una visione europea, ma anche più responsabilità e condivisione” – afferma Pier Luigi Ledda, Segretario generale CISL Sarda.
La Sardegna sostiene già oggi un carico rilevante di servitù militari, con impatti concreti su ambiente, territorio e sviluppo.
Per questo è necessario:
👉🏻Trasparenza sulle servitù esistenti
👉🏻Valutazioni ambientali e sanitarie indipendenti
👉🏻Un riequilibrio a livello nazionale
👉🏻Coinvolgimento reale della Regione e delle parti sociali
❗️”L’autonomia e la specialità della Sardegna non sono strumenti formali: sono strumenti sostanziali per decidere il
nostro futuro”- prosegue il Segretario.
📢 La richiesta è chiara: aprire subito un tavolo di confronto, fermando ogni scelta unilaterale e costruendo un percorso condiviso tra livello nazionale, visione europea e rispetto dei territori.
Senza partecipazione non c’è né sicurezza né sviluppo.
#CISLSardegna #ServitùMilitari #Autonomia #Specialità #Responsabilità #Sardegna
Crediamo in un modello di sviluppo che mette al centro innovazione, competenze e cultura: tre elementi fondamentali per affrontare le trasformazioni del lavoro e costruire il futuro della Sardegna.
👉🏻Innovazione significa saper guardare avanti, cogliere le trasformazioni e trasformarle in opportunità concrete per il territorio.
👉🏻Competenza vuol dire investire nelle persone, rafforzare capacità e professionalità per affrontare un mercato in continua evoluzione.
👉🏻 Cultura è ciò che dà senso al cambiamento: consapevolezza, partecipazione e valore condiviso.
È dall’equilibrio tra questi tre elementi che nasce uno sviluppo più solido, inclusivo e sostenibile.
È questo il nostro percorso
📌Siamo CISL Sardegna, 100% Sindacato
MIRKO IDILI-– SEGRETARIO CONFEDERALE CISL SARDEGNA INTERVIENE SUL RAFFORZAMENTO DELLE POLITICHE PER LA CASA E IL SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE E AI LAVORATORI IN DIFFICOLTÀ

“La decisione della Giunta regionale di avviare la riprogrammazione delle risorse del FESR 2021-2027 destinando oltre 33 milioni di euro all’edilizia residenziale pubblica e sociale rappresenta un segnale importante e positivo. Si tratta di una scelta che va nella direzione da tempo indicata dalla CISL: raf-forzare le politiche per la casa come leva di coesione sociale e sviluppo territoriale. La questione abi-tativa nell’isola ha assunto un rilievo sociale sempre più critico. Le famiglie sarde, secondo l’OCSE, de-stinano all’abitare il 33,5% del reddito, a fronte di una media europea del 26,6%, e una quota significa-tiva della popolazione, il 7.9% dichiara difficoltà nel sostenere queste spese. Si tratta di dati che con-fermano la necessità di interventi strutturali e continuativi.”
“Tuttavia – prosegue Idili – la questione abitativa in Sardegna resta una vera emergenza sociale, che riguarda non solo i grandi centri urbani ma anche le periferie e le aree interne. I dati confermano una crescente difficoltà delle famiglie a sostenere i costi dell’abitare, tra aumento dei canoni e fragilità reddituali. Per questo serve fare un salto di qualità: non bastano interventi straordinari, ma occorre una strategia strutturale, stabile e continuativa.”
“È necessario – sottolinea Idili – accompagnare le risorse europee con strumenti regionali più incisivi: rafforzare il sostegno all’affitto, facilitare l’accesso al credito e al mutuo, in particolare quello regiona-le, e accelerare i programmi di riqualificazione del patrimonio pubblico, migliorandone anche l’efficienza energetica. La riprogrammazione annunciata deve tradursi rapidamente in interventi con-creti e diffusi sul territorio.”
“Chiediamo alla Giunta e al Consiglio regionale di mettere la casa al centro delle politiche di sviluppo e coesione, valorizzando anche le nuove priorità europee sull’housing e costruendo un piano organico che tenga insieme welfare, lavoro e rigenerazione urbana. Non possiamo permetterci di lasciare indie-tro giovani coppie, lavoratori precari, studenti e famiglie monoreddito.”
“La CISL Sardegna – conclude Idili – è pronta a fare la propria parte nel confronto con la Regione e le istituzioni, per costruire un piano regionale per la casa, che restituisca fiducia e prospettive. Investire sull’abitare significa ridurre le disuguaglianze, migliorare la qualità della vita e rafforzare la coesione sociale dei territori.”
Industria, sviluppo e transizione fanno parte di un unico percorso: quello che riguarda lavoro, territori e comunità.

La Sardegna ha bisogno di una nuova politica industriale.
Una politica che punti su energia competitiva, infrastrutture moderne, innovazione tecnologica e sviluppo delle filiere produttive.
Per la CISL Sarda, la questione industriale è prima di tutto una questione sociale:
– lavoro stabile
– salari più alti
– opportunità per i giovani
– contrasto allo spopolamento
– coesione territoriale

Serve costruire un vero patto per lo sviluppo, il lavoro e la formazione. Perché senza industria non c’è sviluppo duraturo.
E senza sviluppo non c’è futuro per la Sardegna.

Siamo CISL Sardegna, 100% Sindacato