Su 𝐋’𝐔𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐚, l’𝐞𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 del segretario generale CISL Sardegna 𝐏𝐢𝐞𝐫 𝐋𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐋𝐞𝐝𝐝𝐚.
Al centro, il tema dell’𝐢𝐧𝐬𝐮𝐥𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚̀ e della nuova 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚 𝟐𝟎𝟐𝟖-𝟐𝟎𝟑𝟒: una fase decisiva per la Sardegna, che dovrà riuscire a trasformare le risorse europee in una strategia concreta di sviluppo.
«L’insularità non è più soltanto un problema di collegamenti, ma una condizione che determina costi permanenti per cittadini e imprese».
Per Ledda, la sfida è costruire un 𝐏𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢 𝐚𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨. Non un ennesimo documento, ma un impegno condiviso capace di indicare poche, grandi priorità sulle quali costruire lo sviluppo dell’Isola: il riconoscimento dell’𝐢𝐧𝐬𝐮𝐥𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚̀ e il 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀, il 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐬𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, una 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞, competenze e 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨, 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚, 𝐢𝐧𝐟𝐫𝐚𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐞, 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 e 𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 e il 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚𝐧𝐞𝐨.
Un’agenda che richiede 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨, 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐚, perché il futuro dell’Isola dipenderà anche dalla capacità delle sue istituzioni e delle forze economiche e sociali di costruire una prospettiva comune
Su 𝐋’𝐔𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐚 l’intervento del segretario generale della CISL Sardegna 𝐏𝐢𝐞𝐫 𝐋𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐋𝐞𝐝𝐝𝐚; al centro le morti sul lavoro nell’Isola.
Nei primi sei mesi del 2026 sono 𝟖 𝐥𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐞 sul lavoro in Sardegna, una in più rispetto allo stesso periodo del 2025. L’incidenza è di 𝟏𝟑,𝟒 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐭𝐢, contro una 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝟏𝟒,𝟓. Un dato che, per la 𝐂𝐈𝐒𝐋, non può essere motivo di consolazione.
«𝐄𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐨𝐥𝐚. Otto persone sono andate al lavoro e non sono tornate a casa. Una in più rispetto allo scorso anno. 𝐋𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐢: 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚, 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚, 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀»
Da qui la richiesta di 𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐏𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐁𝐮𝐠𝐠𝐞𝐫𝐫𝐮 e trasformare risorse e strumenti già disponibili in prevenzione, controlli e sicurezza concreta nei luoghi di lavoro
𝐎𝐭𝐭𝐨 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐢𝐧 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐧𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐞𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐧𝐨. 𝐔𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚 𝐢𝐧 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟓
Per la 𝐂𝐈𝐒𝐋 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐞𝐠𝐧𝐚 la sicurezza deve diventare prevenzione concreta nei luoghi di lavoro.
Il 𝐏𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐁𝐮𝐠𝐠𝐞𝐫𝐫𝐮, le risorse stanziate e il nuovo 𝐎𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 rappresentano strumenti importanti. Ora, però, 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐫𝐥𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞: più controlli, più formazione, più prevenzione e un’azione capace di intervenire prima che il rischio si trasformi in tragedia.
«𝐋𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐮𝐧𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐨 𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨. 𝐒𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐮𝐬𝐜𝐢𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐚 𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐚. 𝐄̀ 𝐮𝐧 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨», sottolinea il Segretario Generale della CISL Sardegna 𝐏𝐢𝐞𝐫 𝐋𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐋𝐞𝐝𝐝𝐚.
I𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐠𝐫𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐂𝐈𝐒𝐋 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐏𝐢𝐞𝐫 𝐋𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐋𝐞𝐝𝐝𝐚 𝐬𝐮 𝐋𝐚 𝐍𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐞𝐠𝐧𝐚
Al centro dell’intervento, le prospettive aperte dalla 𝐦𝐚𝐧𝐨𝐯𝐫𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 e la necessità di 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐢𝐧 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐞𝐠𝐧𝐚.
«𝐀𝐝𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐞̀ 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐳𝐢𝐨𝐬𝐢», sottolinea Ledda, richiamando l’importanza di mettere insieme le diverse politiche e costruire una strategia capace di incidere davvero sulla vita delle persone.
𝐃𝐚 𝐪𝐮𝐢 𝐮𝐧 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨, per passare dalle risorse ai risultati e mettere a sistema le diverse politiche regionali, con 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢, 𝐔𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨, 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨, 𝐢𝐧𝐟𝐫𝐚𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐞, 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢.
𝐃𝐨𝐩𝐨 𝐢𝐥 𝐏𝐍𝐑𝐑, 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐮𝐧𝐠𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐝𝐨
È questo il tema al centro degli interventi della CISL su 𝐒𝐮𝐥𝐜𝐢𝐬 𝐈𝐠𝐥𝐞𝐬𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐎𝐠𝐠𝐢, con 𝐏𝐢𝐞𝐫 𝐋𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐋𝐞𝐝𝐝𝐚, segretario generale CISL Sardegna, e Marco 𝐀𝐦𝐛𝐮, segretario generale FILCA CISL Sardegna.
«La CISL propone in prima battuta l’avvio di un 𝐏𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐚 𝟐𝟎𝟐𝟕-𝟐𝟎𝟑𝟓», sottolinea Ledda, indicando la necessità di una programmazione capace di accompagnare il settore oltre la stagione degli investimenti legati al PNRR.
Una prospettiva che, per la CISL, deve mettere al centro anche formazione, innovazione, sicurezza e qualità del lavoro, trasformando la fase di transizione in un’opportunità di sviluppo.
Ambu richiama invece il ruolo fondamentale di 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 e 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢: «Attraverso il lavoro delle imprese e dei lavoratori si costruiscono infrastrutture, si mettono in sicurezza scuole e ospedali, si rigenerano città e si creano le condizioni materiali dello sviluppo»
«Il Digital Vault Sulcis rappresenta un’opportunità a condizione che sia pienamente integrato nel sistema economico e produttivo della Sardegna, valorizzi le competenze delle persone, coinvolga università, centri di ricerca e imprese e produca ricadute concrete per il territorio. Gli aspetti ambientali vanno affrontati con rigore, evitando allarmismi. Il Sulcis ha bisogno di investimenti che non siano episodi isolati, ma parte di una strategia di lungo periodo capace di contrastare lo spopolamento, trattenere i giovani e attrarre nuove attività»
Lo dichiara il segretario generale della CISL Sardegna,𝐏𝐢𝐞𝐫 𝐋𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐋𝐞𝐝𝐝𝐚, ad Avvenire in merito al progetto del Digital Vault nel Sulcis