📌Energia cara, industria debole e crescita del lavoro discontinuo: la Sardegna rischia di pagare più di tutti il costo della transizione.
Il nuovo Report del Centro Studi “Giannetto Lay” della CISL Sardegna fotografa una realtà sempre più fragile:
📉 industria e costruzioni valgono ormai meno del 14% del valore aggiunto regionale
⚡ le famiglie sarde spendono oltre 1.300 euro l’anno per l’energia
📊 il peso dell’energia elettrica sui consumi domestici supera il 51%, contro una media nazionale poco oltre il 40%
“Energia, industria e lavoro ormai sono la stessa emergenza”, sottolinea il Segretario generale CISL Sardegna, Pier Luigi Ledda.
Per la CISL la transizione energetica non può limitarsi alla sola produzione di energia: servono infrastrutture, sviluppo industriale, occupazione stabile e tutela sociale.
Una Sardegna che produce energia ma continua a perdere industria, lavoro qualificato e capacità produttiva sarebbe una Sardegna più fragile
📌Sardegna: Isola delle competenze
🗓 22 maggio 2026
🕤 Ore 9.30
📍 Camera di Commercio di Nuoro
È questo il titolo del convegno promosso dalla CISL di Nuoro, dedicato ai temi della formazione, del lavoro, dell’innovazione e della governance del capitale umano come leve strategiche per il futuro dell’isola.
L’iniziativa vedrà la partecipazione di rappresentanti del mondo sindacale, imprenditoriale, politico ed istituzionale, insieme a esponenti della scuola, Università, della formazione, della ricerca e dello sviluppo.
👉🏻Un momento di confronto concreto sulle trasformazioni economiche e produttive della Sardegna, sul rapporto tra sistema formativo e mercato del lavoro e sulla necessità di costruire una strategia condivisa per il posizionamento dell’isola
📉 In Sardegna un giovane su cinque è fuori da lavoro, studio e formazione.
Secondo il report del Centro Studi “Giannetto Lay” della CISL Sarda e gli ultimi dati ISTAT, nel 2024 i NEET tra i 15 e i 29 anni sono il 17,8%: un dato ancora superiore alla media italiana ed europea.
❗️Dietro questi numeri non c’è solo precarietà giovanile. C’è un’isola che rischia di perdere competenze, capitale umano e futuro.
🗣️«Il problema non è soltanto quanti siano i NEET. Il problema è cosa ci stanno dicendo questi numeri sulla Sardegna», sottolinea il segretario generale della CISL Sardegna, Pier Luigi Ledda.
Per la CISL servono investimenti concreti su:
✔️ formazione
✔️ lavoro qualificato
✔️ ITS e università
✔️ politiche attive
✔️ sviluppo produttivo e industriale
Perché il capitale umano è la prima infrastruttura strategica dell’Isola.
📊 In Sardegna il lavoro femminile continua a essere una delle principali fragilità economiche e sociali dell’Isola.
Il tasso di occupazione delle donne resta sotto la media nazionale e il divario con gli uomini supera i 14 punti percentuali. A questo si aggiungono precarietà, part-time involontario, salari più bassi e difficoltà sempre più pesanti nella conciliazione tra lavoro e vita familiare.
🟢Per la CISL Sardegna servono investimenti strutturali, servizi adeguati, politiche attive e lavoro di qualità per ridurre i divari e costruire un futuro più equo.
🗣️«È nelle norme e negli atti che si misura la volontà politica di ridurre i divari e di costruire un futuro più equo» dichiara Federica Tilocca, Segretaria Confederale CISL Sardegna.
🌎 In occasione della Giornata dell’Europa, la CISL Sardegna lancia un appello chiaro: senza una strategia su energia, industria e sviluppo, la Sardegna rischia di restare ai margini della crescita Europea.
👉🏻Metano, DPCM energia Sardegna e PEARS sono scelte decisive per garantire competitività, attrarre investimenti e tutelare lavoro e industria nell’Isola.
🗣️“Non è un problema di risorse ma di strategia: energia, autonomia e investimenti devono diventare parte di una visione unitaria di sviluppo” dichiara Pier Luigi Ledda, Segretario Generale CISL Sarda.
🗞️Oggi intervento del Segretario Confederale CISL Sardegna Mirko Idili su La Nuova Sardegna. Al centro il tema della riforma della formazione professionale nell’isola.
Per la CISL Sardegna si tratta di un passaggio importante e necessario, che dovrà però garantire qualità formativa, occupazione stabile, tutela dei lavoratori e un reale collegamento tra formazione, imprese e territori.
🗣️ «La sfida sarà trasformare la riforma in un’opportunità reale di crescita per il sistema produttivo sardo e per l’occupazione di qualità, evitando precarietà e frammentazione
del settore» dichiara il Segretario.