Pier Luigi Ledda oggi presente a Nuoro al Convegno organizzato da Confindustria e INAIL.
“Per la CISL Sardegna la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro non sono un adempimento formale, ma un diritto fondamentale e una responsabilità collettiva che coinvolge imprese, istituzioni e lavoratori.
Tutela della salute significa prevenire gli infortuni, ma anche contrastare il malessere organizzativo, lo stress lavoro-correlato, i carichi e i ritmi eccessivi, la precarietà e la scarsa formazione. La sicurezza è parte integrante dell’organizzazione del lavoro e misura la qualità del lavoro e dell’impresa.
Come CISL riteniamo che la prevenzione funzioni solo se è partecipata, se coinvolge realmente i lavoratori e le loro rappresentanze, se si fonda su formazione continua, responsabilità chiare e modelli organizzativi solidi.
In Sardegna abbiamo indicato una strada precisa: rafforzare la prevenzione, dare piena attuazione al Protocollo di Buggerru, investire risorse nella Legge di Stabilità regionale, sostenere i servizi territoriali e costruire un sistema stabile di salute e sicurezza.
La salute non è un costo.
La sicurezza non è un vincolo.
La tutela della salute e della sicurezza è la prima infrastruttura dello sviluppo”.
La responsabilità del tempo presente Perché la CISL sceglie il coraggio della costruzione
Ci sono momenti, nella vita di un’organizzazione e di un Paese, in cui occorre fermarsi e guardare con lucidità il tempo che stiamo attraversando. La relazione della Segretaria Generale, Daniela Fumarola, al Consiglio Generale Confederale del 23 gennaio scorso, ha avuto il merito di farlo: senza retorica, senza scorciatoie, senza sconti alla complessità. Ha ricordato a tutti noi che viviamo in un’epoca in cui nulla è stabile, nulla è dato per sempre: le tensioni internazionali crescono, gli equilibri geopolitici si spostano, persino alleanze che sembravano intoccabili — come quella tra Stati Uniti e Unione Europea — mostrano crepe che fino a pochi anni fa sarebbero state inimmaginabili. La vicenda della Groenlandia, con il confronto diretto tra Washington e Bruxelles, è solo l’ultimo segnale di un mondo entrato in una fase nuova, nervosa, affollata di competizioni strategiche ed economiche.
Ed è ingenuo pensare che tutto questo resti lontano da noi. Il vento che soffia sullo scenario globale attraversa le fabbriche, i porti, i territori, le vite quotidiane delle famiglie. È dentro la spesa che cresce, nei salari che non tengono, nei giovani che faticano a trovare un posto nel futuro. È nel rischio concreto che le fratture internazionali diventino fratture sociali. In questo scenario, il compito del sindacato non è alimentare paura, ma costruire sicurezza. Sicurezza sociale, economica, lavorativa, e soprattutto sicurezza di futuro. La CISL lo sta facendo con un metodo che non urla, non semplifica, non rincorre il titolo del giorno dopo. Il metodo del dialogo, della partecipazione e della responsabilità.
Approvare la manovra entro dicembre, evitare l’esercizio provvisorio, garantire la continuità amministrativa: è la prima richiesta che la Cisl sarda, con il segretario generale Pier Luigi Ledda, ha fatto oggi nell’audizione in commissione Bilancio.
“La rapidità – ha però precisato il segretario – non può sostituire il confronto: la manovra deve essere un passaggio di transizione e l’avvio di un percorso strategico, da costruire nei prossimi mesi con responsabilità condivisa”.
Per il sindacato “è positivo che la Manovra 2026 sia inquadrata nel Programma Regionale di Sviluppo (PRS), ma tale coerenza deve diventare vincolante anche nella fase attuativa, superando la logica degli interventi settoriali e discontinui. Il PRS deve rappresentare il riferimento stabile per tutte le politiche di bilancio, in particolare su sanità, lavoro, industria, energia, welfare e servizi territoriali. Per rendere efficace l’utilizzo delle risorse disponibili, occorre rafforzare la governance della programmazione, superando frammentazioni e ritardi. È indispensabile – per il leader della Cisl sarda – una regia unitaria delle politiche regionali, capace di garantire coerenza tra obiettivi, risorse e risultati, e di assicurare un confronto strutturato e permanente con le parti sociali”.
Entrando nel merito delle scelte, la Cisl “riconosce lo sforzo compiuto dalla manovra in tema di sanità e alcune misure vanno nella direzione giusta, ma rispetto agli impegni assunti con il protocollo di agosto manca ancora una piena coerenza, soprattutto sul rafforzamento strutturale della sanità pubblica. Il punto decisivo è il personale: senza un piano stabile di assunzioni e valorizzazione professionale, non si riducono davvero le liste d’attesa e non si garantiscono servizi omogenei tra territori, aree interne e città”. Nel merito delle politiche per il lavoro, la Cisl chiede al Consiglio “di rafforzare la programmazione su occupazione e formazione, puntando su lavoro stabile e contratti regolari, contrastando dumping contrattuale e irregolarità.
Serve, inoltre, il rafforzamento della rete regionale dei servizi per il lavoro e della formazione professionale, con un impianto normativo e finanziario strutturale che superi la logica dei contributi occasionali e colleghi le risorse a criteri di efficacia e risultati occupazionali”. Tra le richieste di interventi urgenti, il sindacato ha indicato il tema della povertà e dell’esclusione sociale, un rafforzamento delle risorse e una maggiore integrazione delle politiche territoriali.
“Guardate questa piazza, guardatela davvero, guardate! Questa è la CISL. Siete voi. Sono le vostre storie, la fatica e la dignità di milioni di lavoratrici e lavoratori, di pensionati e pensionate, di giovani che non si arrendono. Siamo qui perché vogliamo cambiare il domani, non subirlo. Siamo qui non per una semplice testimonianza, ma per orgoglio. Perché la CISL c’è, perché c’è sempre stata, c’è oggi e ci sarà domani”.
Daniela Fumarola
da Piazza Santi Apostoli
Tutto sulla giornata lo trovi sul sito Cisl www.cisl.it
https://www.cisl.it/…/manifestazione-nazionale-cisl-a…/
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La CISL Sardegna sarà in piazza con una folta delegazione.
Saremo a Roma perché la Sardegna non chiede assistenza: chiede futuro.
Cammineremo insieme sul Cammino della Responsabilità, per migliorare la manovra e per costruire in Sardegna un Patto vero per lo sviluppo, il lavoro e la formazione.
Porteremo in piazza la Sardegna di oggi, fatta di lavoro che resiste, di territori che non mollano, di comunità che tengono insieme il Paese.
E la Sardegna di domani, che vuole restare, crescere, scegliere.
La Sardegna è presente.
È presente per costruire.
È presente per il futuro.
Responsabilità.
Partecipazione.
Coraggio.
Da tutta l’Isola a Roma, per costruire il futuro in Sardegna.
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Un percorso in parallelo che dimostra e rivela un profondo impegno per costruire, a Roma e nell’Isola, con partecipazione e responsabilità, condizioni migliori per il lavoro, per i pensionati, per tutte le comunità. Un impegno comune che viene sintetizzato al meglio dalla Fumarola, che richiama un impegno nazionale su più fronti e per l’Isola sulle principali emergenze e problematiche. Giustizia sociale, occupazione di qualità, più sicurezza, crescita omogenea ed equilibrata, più valore alle competenze e all’innovazione.
Lavoriamo per eliminare tutte le diseconomie, con un maggiore dialogo sociale. Un impegno importante e di valore.
“Facciamo un appello forte sulla vertenza dei lavoratori di Eurallumina di Portovesme, che richiede risposte ma anche un esercizio di responsabilità da parte di tutti.” Lo ha detto oggi la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, a Cagliari, a margine del Consiglio Generale della Cisl Sardegna dove ha incontrato — ed espresso il pieno sostegno e la solidarietà della Confederazione — ad uno degli operai di Eurallumina salito per otto giorni sul silo numero 3 dello stabilimento di Portovesme, nell’area industriale del Sulcis.
«Questi sono lavoratori che difendono con i denti il proprio posto di lavoro, ma difendono anche filiere industriali e il possibile sviluppo di questo territorio. Quindi io credo che ognuno debba fare la propria parte. Noi la stiamo facendo come sindacato e continueremo a farla anche in vista dell’incontro del 10 dicembre al Mimit. La Regione Sardegna ha bisogno di sviluppare di più e meglio le sue potenzialità, di difendere i sistemi produttivi, di dare certezze e speranze alle persone che abitano in questi territori. Penso che, a partire dalla Regione Sardegna e passando per il Governo nazionale, sia necessario ascoltare assolutamente il grido di dolore degli operai di Portovesme, perché vedere dei lavoratori arrampicarsi su un silo a 40 metri dal terreno non è un fatto piacevole, né può essere considerato solo un gesto di protesta estrema: è un appello di persone che vogliono continuare a progettare il proprio futuro. Dobbiamo tutti rispondere a questo appello, e dobbiamo farlo con azioni concrete. In questa direzione va il patto che la Cisl della Sardegna ha proposto alla Regione”.
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