Sabato, 01 agosto 2026 11:43:41
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Oggi su l’Unione Sarda intervento del Segretario Generale della CISL Sardegna, Pier Luigi Ledda.
Al centro una riflessione sul futuro della Sardegna e sul rapporto tra paesaggio, comunità e sviluppo.
”Il dibattito sul Piano Paesaggistico Regionale non può fermarsi a norme, vincoli e procedure. La vera sfida è chiedersi quale Sardegna vogliamo consegnare alle prossime generazioni”.
Il paesaggio non è soltanto ciò che vediamo: è il risultato del lavoro, delle relazioni, della cultura e della presenza delle persone che abitano i territori. Per questo la sua tutela deve procedere insieme alle politiche per il lavoro, i servizi, le competenze e lo sviluppo.
Di fronte allo spopolamento, all’invecchiamento della popolazione e al progressivo indebolimento delle aree interne, la Sardegna ha bisogno di una visione capace di tenere insieme tutela del territorio e futuro delle comunità.
Oggi a Sassari la CISL Sarda e la FNP CISL Sardegna hanno promosso una giornata di formazione di grande valore dedicata alla contrattazione sociale, alla salute e ai nuovi diritti di cittadinanza.
Un momento di confronto e crescita collettiva che rafforza il ruolo del sindacato come presidio di prossimità, tutela e partecipazione nei territori della nostra Isola.
Un sincero ringraziamento a Massimiliano Colombi per il contributo qualificato e stimolante, e a Mimmo Contu, Vannalisa Manca, Giuseppe Lai e a tutta la FNP CISL Sardegna per l’impegno quotidiano con cui rappresentano un punto di riferimento essenziale per migliaia di persone, soprattutto nelle comunità più fragili e nei territori più distanti dai centri decisionali.
La Sardegna sta attraversando una trasformazione profonda: l’invecchiamento della popolazione, lo spopolamento delle aree interne, l’emergere di nuove fragilità sociali e la crescente domanda di servizi richiedono un sindacato capace di leggere i bisogni reali e costruire risposte concrete insieme alle istituzioni e alle comunità locali.
In questo scenario, la contrattazione sociale rappresenta per la CISL una leva strategica di sviluppo e coesione: è il luogo in cui i diritti diventano pratiche, in cui le politiche pubbliche si misurano con la vita delle persone, in cui la partecipazione si traduce in risultati tangibili.
Il nuovo Piano regionale dei servizi alla persona e l’Accordo sulla Salute aprono una fase nuova e impegnativa. Una fase che vogliamo affrontare con responsabilità, competenza e spirito propositivo, rafforzando il lavoro comune tra Confederazione, FNP, Federazioni, UST, Servizi ed Enti.
Mettere a sistema competenze, esperienze e relazioni è oggi la condizione necessaria per costruire un welfare moderno, inclusivo e vicino alle persone.
Avere una laurea continua a fare la differenza nell’accesso al lavoro. Ma in Sardegna non basta ancora per garantire stipendi adeguati.
I dati parlano chiaro. Nell’isola la retribuzione media annua è di 16.958 euro, contro i 22.808 della media nazionale. Il titolo di studio continua comunque a fare la differenza. Rispetto a chi possiede al massimo la licenza media, un diplomato guadagna in media il 18,5% in più, mentre per chi possiede un titolo terziario il vantaggio sale al 58,8%.
Si conferma il valore occupazione della laurea: a un anno dal conseguimento del titolo il tasso di occupazione raggiunge l’81,2% tra i laureati triennali e l’80,8% tra i magistrali.
Tuttavia, l’aumento delle opportunità occupazionali non è accompagnato da una crescita adeguata delle retribuzioni. A un anno dalla laurea, il salario netto medio mensile è pari a 1.491 euro per i laureati triennali e 1.495 euro per i magistrali: appena 4 euro di differenza.
Permangono inoltre forti divari territoriali e di genere. Chi si laurea in un Ateneo del Nord ha il 55,9% di probabilità in più di trovare lavoro rispetto a chi consegue il titolo nel Mezzogiorno; mentre gli uomini hanno il 13,7% di probabilità in più di essere occupati e percepiscono in media 67 euro netti al mese in più rispetto alle donne.
”La Sardegna non può rassegnarsi a essere una regione in cui il lavoro vale meno. Per la CISL Sarda è necessario rafforzare il legame tra formazione e sistema produttivo, creando occupazione stabile, qualificata e adeguatamente retribuita” dichiara Mirko Idili, Segretario regionale CISL Sarda. Perché il talento dei giovani deve diventare una risorsa per il futuro dell’Isola, non un motivo per partire
Sicurezza sul lavoro: Bene l’istituzione dell’Osservatorio del Patto di Buggerru. Ora servono azioni concrete e più tutela contro lo stress termico
La decisione della Giunta regionale di istituire l’Osservatorio per la qualità, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro rappresenta un passaggio importante e atteso da tempo per rafforzare la prevenzione e la tutela dei lavoratori in Sardegna.
«Il valore dell’Osservatorio non sta soltanto nella sua istituzione formale», sottolinea il Segretario generale della CISL Sardegna, Pier Luigi Ledda. «La sua vera utilità dipenderà dalla capacità di trasformarsi in un luogo stabile di confronto, analisi e proposta, capace di mettere in rete istituzioni, enti di controllo e parti sociali per intervenire sui problemi prima che si trasformino in emergenze».
Accanto ai rischi tradizionali stanno emergendo nuove criticità legate ai cambiamenti climatici e alle temperature sempre più elevate che caratterizzano le estati sarde. Per questo la CISL Sardegna rinnova alla Presidente della Regione la richiesta di estendere le misure previste dall’ordinanza regionale sullo stress termico a tutte le attività lavorative maggiormente esposte al caldo e all’irraggiamento solare.
La sicurezza non può essere considerata un tema accessorio: è un diritto fondamentale delle persone e una componente essenziale della qualità del lavoro.
Oggi su l’Unione Sarda intervento del Segretario generale CISL Sardegna Pier Luigi Ledda.
Le dichiarazioni del Ministro Pichetto Fratin sul nucleare di nuova generazione aprono un confronto importante che va affrontato con serietà, senza pregiudizi ideologici e tenendo conto delle esigenze della Sardegna.
Non possiamo immaginare di lastricare indiscriminatamente la Sardegna di pale eoliche e pannelli fotovoltaici. Le rinnovabili sono necessarie, ma vanno regolamentate, programmate e integrate in un mix energetico equilibrato che eviti un utilizzo eccessivamente intensivo del territorio e garantisca benefici concreti per le comunità locali.
Per la CISL Sardegna la priorità è completare le scelte energetiche già avviate. A partire dal percorso di metanizzazione previsto dal DPCM Energia e allo stesso tempo occorre individuare una soluzione concreta per il polo energetico del Nord Ovest e per la riconversione di Fiumesanto, tutelando occupazione, produzione e sicurezza energetica.
La Sardegna ha bisogno di una transizione energetica governata, fondata su infrastrutture, lavoro, innovazione e partecipazione, capace di accompagnare lo sviluppo dell’isola senza lasciare indietro territori e comunità
Salari più alti e giusti, più sicurezza, più partecipazione, più rappresentanza e più formazione.
Sono questi i cinque pilastri della nuova piattaforma unitaria per un Accordo Quadro che CGIL, CISL e UIL propongono a tutte la maggiori associazioni datoriali per una strategia condivisa per rilanciare il sistema Paese.