La CISL Sardegna esprime apprezzamento per l’ordine del giorno presentato in Consiglio regionale dai consiglieri Deriu, Ciusa, Orrù, Porcu, Pizzuto, Cocco, Truzzu, Cocciu, Peru, Ticca e Schirru. L’atto, sttoscritto da esponenti di maggioranza e opposizione nell’ambito della Legge di stabilità regionale 2026, impegna la Regione ad avviare interventi strutturali per ridurre i costi dell’intero ciclo di istruzione e formazione – dalla prima infanzia all’università – come misura di contrasto allo spopolamento, all’invecchiamento demografico e all’emigrazione dei giovani.
Per la CISL si tratta di un segnale importante che coglie un nodo strategico: sostenere le famiglie e abbattere il costo economico della genitorialità non è una scelta di equità sociale ma una vera politica di sviluppo. Quando il reddito disponibile cresce in modo stabile, crescono con esso consumi, fiducia e capacità di investimento, con effetti diretti sull’economia reale. In una regione segnata da denatalità e contrazione demografica, interventi concreti su infanzia, scuola e formazione sono una scelta di prospettiva, non una voce di spesa residuale. Le proposte sostenute dalla CISL – dal rafforzamento dei servizi per l’infanzia a una fiscalità più equa per i nuclei con figli, fino agli investimento su scuola, formazione e lavoro stabile – puntano tutte nella stessa direzione: abbattere il costo della genitorialità fino al punto in cui mettere al mondo un figlio non venga più percepito come un rischio economico. Il sostegno al reddito, da solo, non è sufficiente a fermare l’emigrazione giovanile. Per trattenere competenze servono politiche industriali. Occupazione qualificata, salari adeguati e servizi efficienti. Ma rafforzare le famiglie significa costruire la base sociale su cui queste politiche possono attecchire: meno povertà familiare equivale a più coesione, più domanda interna e maggiori margini di sviluppo locale.
«Sostenere le famiglie e ridurre i costi dell’istruzione significa fare una scelta politica di lungo periodo – dichiara Pier Luigi Ledda, segretario generale della CISL Sardegna –. Non parliamo di assistenza, ma di investimenti sulla struttura sociale e produttiva dell’Isola. Natalità, lavoro, scuola e servizi sono parti dello stesso progetto. Per contrastare il declino demografico serve un patto sociale che tenga insieme crescita e giustizia. Investire oggi sulle famiglie significa investire sulla tenuta futura della Sardegna».
La Cisl Sardegna auspica che l’ordine del giorno si traduca rapidamente in misure operative stabili, integrate con le politiche sul lavoro, formazione e sviluppo, nel quadro di un confronto strutturato con le parti.