Al Monastero di Sorres è entrato nel vivo il percorso regionale “Partecipare x Cambiare”, dedicato ai giovani dirigenti della CISL Sardegna.
La CISL crede nei giovani e nel loro protagonismo: investire nella loro formazione significa preparare una classe dirigente capace di interpretare il cambiamento, rappresentare i bisogni delle persone e contribuire allo sviluppo della Sardegna.
Tre giornate di approfondimento e condivisione per costruire insieme nuove competenze, rafforzare il senso di comunità e riflettere sulle grandi sfide che attendono il mondo del lavoro e la nostra Isola.
Sul quotidiano Libertà l’intervento di Pier Luigi Ledda, segretario generale della CISL Sardegna.
Al centro della riflessione una delle sfide più urgenti per il futuro dell’Isola: la condizione dei giovani e il rischio di una continua perdita di competenze, energie e capitale umano.
In Sardegna quasi un giovane su cinque è fuori dal lavoro, dalla formazione e dallo studio.
Un dato che continua a pesare sullo sviluppo economico e sociale della nostra regione e che si intreccia con fenomeni come lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione e l’emigrazione giovanile.
«Il sistema continua a perdere giovani, competenze e capacità di costruire futuro», evidenzia Ledda, rilanciando la necessità di un Patto per lo sviluppo, il lavoro e la formazione che metta al centro istruzione, competenze, occupazione qualificata e nuove generazioni.
Per la CISL Sardegna, investire sul capitale umano significa investire sul futuro dell’Isola
La CISL Sardegna presente alla manifestazione “Insieme operatori di pace” nei pressi della scalinata della basilica di Bonaria.
Un’occasione che vede insieme cittadini e cittadine, giovani e anziani, associazioni religiose e umanitarie, organizzazioni sindacali, cooperative e professionali, movimenti politici e culturali per affermare e difendere i valori su cui è possibile edificare una reale, diffusa, pace universale: libertà, democrazia, giustizia, rispetto reciproco.
Ieri sull’Unione Sarda, l’intervento del segretario generale della CISL Sardegna, Pier Luigi Ledda, dedicato alle sfide e alle prospettive per il futuro dell’Isola.
Spopolamento, calo delle nascite e fuga dei giovani continuano a rappresentare emergenze che la Sardegna non può più permettersi di ignorare.
Invertire questa tendenza significa investire con decisione su lavoro, formazione e competenze: la vera infrastruttura su cui costruire sviluppo, occupazione e nuove opportunità per le giovani generazioni.
🇮🇹 Nel giorno della Festa della Repubblica riaffermiamo il valore del lavoro come pilastro della nostra democrazia. «L’Italia è una Repubblica democratica,fondata sul lavoro» significa garantire dignità, diritti, sicurezza e opportunità per tutte le persone.
In Sardegna questo impegno richiede ancora risposte concrete.
L’isola fa i conti con un occupazione al 58,2%, disoccupazione al 9,5% e costo dell’energia più elevato della media nazionale.
🗣️«Una Repubblica fondata sul lavoro non può limitarsi a registrare dati economici positivi. Deve essere capace di trasformare gli investimenti in occupazione di qualità, i diritti in opportunità concrete e la crescita in benessere diffuso», afferma il Segretario generale della CISL Sardegna, Pier Luigi Ledda.
Non è più una discussione sul futuro. L’intelligenza artificiale sta già cambiando il lavoro, l’economia e gli equilibri sociali. La domanda, oggi, è chi guiderà questa trasformazione e chi invece rischia di pagarne il prezzo.
È da qui che parte la riflessione della CISL Sardegna, che richiama la necessità di governare l’innovazione mettendo al centro persona, lavoro, competenze e coesione sociale, anche alla luce della nuova Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, dedicata alla custodia della dignità umana nel tempo dell’intelligenza artificiale.
«L’intelligenza artificiale è una scelta di società. Può concentrare ricchezza e aumentare le disuguaglianze oppure diventare una leva per rafforzare dignità del lavoro, produttività, partecipazione e coesione territoriale. La differenza la faranno la politica, la qualità delle istituzioni, le relazioni industriali e la capacità di costruire sviluppo inclusivo», dichiara il segretario Ledda.