Sicurezza scuole. Ganga (Cisl): "Si può ricorrere ai 61 milioni di euro del Piano di Azione e Coesione"

Cagliari, 18 dicembre 2013

Da quasi un mese - dopo il crollo del soffitto di un'aula del Liceo "Dettori" - si inseguono le dichiarazioni degli amministratori pubblici sull'impossibilità di intervenire - a causa dei limiti posti dal "Patto di stabilità" - per la manutenzione delle scuole" E' quanto scrive in una nota il segretario regionale, Ignazio Ganga. "In questa delicata materia - che riguarda ogni giorno l'incolumità degli studenti e la tranquillità dei genitori che hanno il diritto di avere la garanzia di una scuola sicura almeno nelle sue strutture portanti - sono vietati rinvii e cali di tensione. La Cisl sarda a tal fine chiede che la Regione metta in campo al più presto un piano finalizzato a finanziare le manutenzioni straordinarie del 37 per cento delle scuole sarde bisognose di interventi di ristrutturazione. Le risorse ci sono".
Il sindacato chiede, infatti, alla Regione di ricorrere agli oltre 61 milioni di euro del Piano di Azione e Coesione che, in occasione dell'ultimo comitato di sorveglianza del PO (piano operativo) FESR (fondo europeo sviluppo regionale) 2007/2013, non risultavano ancora spesi. Si tratta di somme importanti che, per la delicatezza del momento, andrebbero immediatamente messe in disponibilità.
Non più tardi di un mese fa lo stesso Ministero per la Coesione nel certificare che la Sardegna è una delle quattro regioni italiane in cui il programma regionale Fesr non ha raggiunto l'obiettivo del livello minimo richiesto del 51,9% del totale dei fondi assegnati, ha invitato le Regioni indietro con la spendita delle risorse comunitarie a finalizzare i fondi su opere immediatamente cantierabili, e quindi rendicontabili prima della conclusione del ciclo di programmazione.
Si tratta in altri termini di porre al centro dell'attenzione l'aspetto relativo all'utilizzo e alla spendita effettiva delle risorse, spesso ingenti, messe a disposizione da diverse fonti di finanziamento.
Se questo orientamento venisse accolto, l'efficientamento e la messa a norma degli edifici scolastici potrebbe rappresentare una formidabile misura anticrisi da mettere in campo tranquillizzando così genitori, studenti e insegnanti.
La necessità di un occhio attento all'"anzianità" degli istituti scolastici è registrata nella loro anagrafe di costruzione: in Sardegna risultano 11 edifici costruiti prima del 1900, 69 tra il 1900 e il 1945, 250 tra il 1946 e il 1960, 611 tra il 1961 e il 1980 e 388 dopo il 1980.