Oriana Putzolu. " Dall'Istat nuova conferma della povertà delle famiglie sarde"

Cagliari, 16 dicembre 2013


Ancora una volta l’Istat conferma le preoccupazioni e gli allarmi più volte lanciati dalla Cisl sarda e dal sindacato sul rischio di povertà o esclusione sociale di oltre centomila famiglie sarde. L’Istituto nazionale di statistica certifica che nel Sud e nelle isole il 50% delle famiglie percepisce meno di circa 1.677 euro mensili.
Molto al di sotto di questa linea sono collocati gli oltre 330 mila pensionati sardi la cui pensione INPS non supera, come certifica l’Istituto nazionale della Previdenza sociale, 776,94 euro/mese. Sono poco più di 94 mila i pensionati con un importo medio mensile che si avvicina a 1750 euro.
Disagio e malessere, a causa della crisi economica che ha messo in ginocchio molte aziende e quindi i lavoratori, interessano ormai anche i non pensionati. In Sardegna i 147 mila operai e tecnici soggetti alle diverse forme di ammortizzatori sociali hanno un reddito mensile compreso tra 896€ e 380€ con i disagi facili da immaginare, con le ricadute sulla qualità della vita dei singoli e delle famiglie.
Il sindacato calcola che oltre 140 mila famiglie in Sardegna sono sicuramente povere per un totale di 350 mila persone.
Il riscontro a questa situazione viene dai dati della Caritas sarda che nel 2011 dichiarava che oltre il 70% delle persone che bussavano ai suoi centri d’ascolto chiedeva beni ( alimentari e simili), servizi materiali e quasi il 20% sussidi economici. Un disagio che interessava il 45% di famiglie regolari, separate legalmente e divorziate.
"I dati Istat di oggi e le rilevazioni regionali confermano – dice il segretario generale Oriana Putzolu - la necessità di accentuare le azioni di contrasto alla povertà da sostenere anche con normative regionali centrate sulla famiglia".