Angelo Colombini ( segretario nazionale Cisl): " PNRR momento storico per l'Italia : i lavoratori ne devono essere partecipi"

Cagliari, 07 dicembre 2021

Cagliari , 7 dicembre - Con il Recovery fund e il conseguente PNRR è stata messa nella mani degli italiani un carta di credito che il nostro Paese dovrà far fruttare al massimo.”Sta a noi usare gli strumenti che ci sono stati messi a disposizione per investire sul digitale e sul green – dice il segretario nazionale Cisl, Angelo Colombini - nonché su un lavoro dignitoso, uscendo dal nero, con la giusta retribuzione, con rispetto della salute e sicurezza dei lavoratori”. A Cagliari per partecipare, a nome di Cgil, Cisl e Uil alle manifestazioni sindacali organizzate in tutto l’Italia per pressare sul Governo perchè modifichi la manovra di bilancio, Colombini indica il percorso, gli impegni e il modo di operare “Perché se non saliremo su questo treno, difficilmente avremo altre opportunità. Il nostro Paese sta vivendo un momento importante per la sua storia”.
Importante è evidente, ma addirittura storico
“Non portiamo appresso solamente la recentei e ancora attuale crisi pandemica, con i morti, i distanziamenti, le chiusure, le perdite di posti di lavoro e il crollo della nostra economia, ma anche gli effetti di tanti anni di errori della politica nel disegnare le strategie del Paese. Almeno 20 anni di mancate riprese, crescita insufficiente e aumento delle disparità sociali. Anni in cui il nostro paese ha perso 25 punti di PIL rispetto alla media europea con il nostro tasso di occupazione attestato al 65%, penultimo in Europa, davanti solo alla Grecia. E all’interno di questo, ancora peggiore lo squilibrio a danneggiare i giovani e le donne”.
Praticamente l’inizio del nuovo Millennio ha portato solo problemi all’Italia?
“Sicuramente al mondo del lavoro. Perdita di produttività e, insieme, di valore dei salari. Concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi e di aumento delle povertà assolute. Anni di inerzia nella lotta all’evasione fiscale, stabile sulla soglia record di 110 miliardi all’anno”.
Con il PNRR e il “rimbalzo” creato dalla ripartenza post covid tutto sarà risolto?
“Sarebbe un errore gravissimo pensare che basti recuperare il PIL perduto con la pandemia! Riposizionarci ai livelli del 2019 e poi ripartire con una crescita asfittica come quella degli anni precedenti, fosse anche 1,5/2 punti come i migliori pronostici indicano, finirebbe per aumentare le distanze tra l’Italia e l’Europa: a subire il peso dell’inefficienza sarebbero ancora una volta i lavoratori e i pensionati”.
Con la next generation l’UE traccia una linea di confine e una nuova direttrice.
“ L’Europa, che per molti anni aveva avuto un rigore troppo duro, oggi rilancia gli investimenti, per creare occupazione, per sviluppare l’economia, per distribuire reddito. Un piano straordinario di finanziamento degli investimenti non privo di obblighi. Ma sono gli obblighi che noi abbiamo sempre voluto e cercato”.
Quali sono questi obblighi?
“Fare le riforme e gli investimenti necessari a garantire l’efficienza e la modernizzazione del Paese; investire nel proprio futuro energetico e nell’ambiente. Questo deve valere soprattutto in Sardegna, unica regione italiana senza gas e aver tolto dal nuovo dpcm la dorsale vuol dire aver definito una distribuzione del gas in modo diverso nei vari territori della Sardegna e un prezzo diverso tra i cittadini e tra le imprese. Inoltrea attuare politiche per i giovani e per le donne anelli deboli di una società ingiusta, che sono anche il veicolo per proiettarci nel futuro di una società diversa, ma radicati nel proprio territorio/regione. Ripristinare e garantire condizioni di legalità e trasparenza nella nostra economia deturpata dalla corruzione, da una cultura parassitaria che, pur appartenendo a una minoranza dei cittadini, colpisce e fa male a tutti”.
Il sindacato si è mobilitato, in pratica, perché non vuole che una partita così delicata come il PNRR sia lasciata esclusivamente nelle mani della politica. E’ così?
“ Un momento così cruciale della nostra storia non può non vedere protagonisti le lavoratrici ei lavoratori che con la loro onestà, impegno, con i loro sacrificio hanno tenuto in piedi il Paese anche quando le condizioni erano le più avverse e contrarie. Le lavoratrici e i lavoratori meritano di essere ascoltati, perché le decisioni che si stanno prendendo con la legge di bilancio non varranno solo per un anno. Oggi noi dobbiamo scrivere l’inizio di una nuova storia del nostro paese e vogliamo scriverlo insieme”.
Quali sono le richieste sindacali?
“Maggiore attenzione ai redditi più bassi.. Ricordo che l’85% dell’Irpef e’ versato dai lavoratori e dai pensionati. Crediamo sia il momento di rivedere interamente il nostro sistema fiscale in termini di giustizia, equilibrio, sostenibilità. Il Governo ci deve dare garanzia sui tempi di attuazione della riforma complessiva, che non possono essere i 18 mesi, un’eternità, previsti dalla legge delega. Da subito, ci deve essere una riduzione significativo della pressione fiscale su lavoratori dipendenti e pensionati. Devono essere rafforzati gli interventi di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale”.
Il sindacato insiste molto sul tema pensioni. Perché?
“Non ci prendano in giro con quota 102 che non risolve i problemi. Con la proposta del governo solo pochi fortunati potranno andare in pensione nei prossimi anni e, nel frattempo, si tornerebbe alla Legge Fornero con tutte le disfunzioni e i pericoli che essa contiene”.
Vi accusano di essere molto, troppo, attenti ai pensionati
“ Credo che ai nostri pensionati l’adeguamento degli assegni, il sostegno per la non autosufficienza, un alleggerimento del carico fiscale, un‘estensione della quattordicesima glieli dobbiamo, non solo perché sono norme di giustizia sociale universale ma anche per gratitudine, per ciò che ci hanno lasciato, e per responsabilità verso i nostri figli. Noi dobbiamo molto ai nostri anziani”.
Per i giovani, il sindacato che dice?
Per le nuove generazioni, per i nostri giovani, e anche per i lavoratori meno giovani, sul tavolo ci sono ancora temi aperti su cui la legge di bilancio non ci soddisfa. C’è la questione degli ammortizzatori sociali, per i quali la nostra lotta ha fatto sì che un po’ per volta si sia arrivati a stanziare 4,5 miliardi. Ma per realizzare un sistema di ammortizzatori universale e solidaristico ancora non bastano. Lo stesso ministro Orlando ha ammesso che ne occorrerebbero almeno altri 2. E’ necessario un grande investimento per costruire una rete di collocamento efficiente e un sistema formativo radicato nel territorio, capace di intercettare e anticipare i cambiamenti e di generare competenze digitali tra i lavoratori presenti e futuri. Dobbiamo sconfiggere la piaga del lavoro nero e dei caporalati. Pensare a un mercato del lavoro in cui la formazione deve essere permanente e le strutture scolastiche devono accompagnare le vite dei cittadini per tutta la loro durata, valorizzare l’alternanza scuola e lavoro, il sistema duale, l’apprendistato, gli Istituti Tecnici Superiori.
Qual è la mission per l’Italia del futuro?
“Sta agli italiani costruire un patto tra generazioni che tenga insieme la riconoscenza e la solidarietà verso i più anziani con una apertura di credito verso i giovani affinché siano davvero protagonisti del cambiamento e del futuro dell’Italia”.
Mario Girau
  






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